L’Aquila. Ottocentomila euro di contributi pubblici, suddivisi tra due regioni e un investimento sulla capacità di fare impresa nei boschi dell’Appennino. Marche e Abruzzo mettono in comune un programma di manutenzione della viabilità forestale e promozione della gestione associata: 400mila euro per territorio, destinati a rafforzare le condizioni operative e organizzative della filiera.
Capofila è il Consorzio Forestale Alto Sangro, con sede a Rocca Pia, in provincia dell’Aquila. Il partner marchigiano è Saf Marche – Società Agricola Forestale di gestione dei beni agro-silvo-pastorali delle Marche. Il programma affronta due condizioni essenziali per lo sviluppo del comparto: rendere funzionali le infrastrutture che consentono di operare nei boschi e favorire l’aggregazione tra chi possiede, gestisce e valorizza il patrimonio forestale.
La quota principale delle agevolazioni riguarda la viabilità: 540 mila euro per gli interventi di manutenzione, ai quali si aggiungono 60 mila euro di spese generali. Altri 200 mila euro finanziano campagne di comunicazione e promozione sulla gestione associazionistica e sulle filiere forestali. La ripartizione è identica per entrambi i beneficiari: 270 mila euro per i lavori, 30 mila per le spese generali e 100 mila per comunicazione e promozione.
“La montagna ha bisogno di investimenti capaci di tenere insieme risorse naturali, lavoro e presenza delle comunità – dichiara Giuseppe Amici, presidente Uncem Marche -. Il patrimonio forestale assume un valore economico e sociale quando esistono le condizioni per gestirlo con continuità. Servono accessibilità, competenze e organizzazione. Il progetto interviene su questi presupposti e si inserisce nel percorso che Uncem sostiene per dare una prospettiva produttiva alle aree interne, legata a cura del territorio e capacità delle imprese di operare”.
Il bando Masaf “punta a rafforzare l’organizzazione e i rapporti commerciali della filiera, con ricadute sulla produzione forestale e sulla distribuzione del reddito, nel rispetto degli obiettivi ambientali; gli interventi devono interessare almeno due regioni o province (non oltre il 95% dei costi in un solo territorio).
“Le filiere dell’Appennino hanno bisogno di una scala di collaborazione che superi i confini amministrativi – sottolinea Lorenzo Berardinetti, presidente Uncem Abruzzo -. Mettere in relazione gestori e territori significa condividere capacità progettuale e costruire programmi di investimento più solidi. Il rapporto tra Abruzzo e Marche offre una direzione concreta: organizzare le risorse della montagna affinché possano sostenere attività economiche e presidio locale”.



