Scerni. Sono sette persone gli indagati dalla Procura di Vasto per la morte di Andrea Di Risio. Il giovane studente-operaio è morto in un incidente sul lavoro nella Cantina San Panfilo di Scerni durante la pulitura di una «vasca del vino», una cisterna a silos da cui sarebbe caduto per via di un colpo alla testa di un’elica ancora in moto. Andrea Di Risio, studente universitario di Scienze Motorie, lavorava come stagionale per guadagnare qualche provente nella breve attesa di laurearsi. A novembre avrebbe compiuto ventidue anni.
La ricostruzione della dipartita del giovane lavoratore, che ha scioccato la comunità scernese e smosso sindacati e politica, è ora nelle mani della giustizia, che ha aperto un’indagine e sequestrato il macchinario. L’ipotesi di reato formulata dalla procura vastese è di omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Lunedì sarà affidato al medico legale Pietro Falco l’incarico di effettuare l’autopsia. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Vasto Silvia Di Nunzio.
Gli indagati dalla sostituta procuratrice Silvia Di Nunzio sono lo scernese Giuseppe Moretti, gli atessani Palmiro Giacomucci, Cristino Marollo ed Angela Maria Cipulli, il monteodorisiano Luciano Manzi, il lancianese Luigi Di Lello ed il molisano Renato Silvestri. Tutti seguiti dall’avvocato Gianni Di Stefano, il quale ─ per il momento ─ non rilascia dichiarazioni. Il centro dell’accusa rivolta ai sette è di aver violato l’articolo 37 del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, non avendo osservato l’obbligo del datore di lavoro di garantire a ciascun dipendente formazione, informazione ed addestramento sufficienti ed adeguati in materia di salute e sicurezza. Nel frattempo, la famiglia in lutto ha già lasciato intendere che è pronta a costituirsi parte civile nel futuro processo.



