Lanciano. Vent’anni di solidarietà ed aiuti umanitari in Etiopia per l’associazione lancianese Progetto Etiopia, un traguardo che l’organizzazione di volontariato ha voluto celebrare con un’altra missione in campo e sei interventi. Già nella nazione africana, la delegazione guidata dal fondatore e presidente Angelo Rosato.
I progetti dell’associazione, che vertono sull’alfabetizzazione, il reperimento di fonti idriche salubri, il sostegno a cure accessibili, avevano come obiettivo per quest’anno l’apertura di un pozzo nel villaggio di Amurè, inaugurato con una targa in memoria dell’architetto Aurelio Falconio, storico dipendente della Sasi e sostenitore del “progetto acqua” nel villaggio etiope.
Poi, la costruzione di quattro nuove aule per la scuola di Arekit, dove una cerimonia alla presenza di cariche civili e religiose ha ringraziato l’attivismo di Rosato. La onlus, inoltre, ha dato il via alla costruzione della scuola nel villaggio di Lalla, con sette bagni e quattro aule. Progetto Etiopia, però, è anche attiva nel Villaggio di Darge, zona di scontro con i ribelli assurto negli ultimi tempi alle cronache per i numerosi morti ed i sequestri a scopo di estorsione, ad oltre 250 Km a sud di Addis Abeba, si è andati a controllare l’andamento della costruzione di quattro aule e sette bagni per bambini, bambine ed insegnanti.
A seguito di questi progetti, l’organizzazione ha anche seguito ─ come sempre ─ le cure di dei bambini aggrediti dalle iene, alcuni dei quali in condizioni veramente pietose, che nel 2027 in Addis Abeba ed in clinica privata, saranno sottoposti a complessi interventi di chirurgia maxillofacciale «per ridare loro un minimo di dignità», spiegano nella nota.
La solidarietà dell’onlus non si ferma, ci sono anche lo «storico» progetto di sostegno a distanza ─ con oltre cento italiani che contribuiscono al benessere di bambini, studenti universitari e famiglie ─ ed il sostegno alla produzione alimentare, con l’allevamento delle mucche da latte nel Villaggio di Maganasse , un’esperienza in corso che sta portando ad un protocollo di intesa per il programma l’avvio di un ERASMUS con due università italiane.
«In questi vent’anni non ci siamo mai accontentati delle parole» dichiara il presidente Rosato. «La nostra risposta alle difficoltà di queste comunità è sempre stata fatta di pietre, tubature, aule scolastiche e acqua pulita». «Abbiamo portato» continua «pediatri e professionisti per effettuare interventi chirurgici maxillofacciali di alto profilo a chi è stato sfigurato dalle iene. Poi, la soddisfazione per il lavoro fatto ed i pensieri al futuro. «Tornare in Etiopia e vedere migliaia di bambini che festeggiano davanti a un pozzo o dentro una nuova aula è la prova tangibile che ogni singolo sforzo si traduce in dignità e futuro. Ma il nostro lavoro non finisce qui: inaugurare un progetto per noi significa solo gettare le basi per il prossimo».



