Torrevecchia Teatina. Si conclude la settimana dedicata dal Museo della Lettera d’Amore di Torrevecchia Teatina all’attrice Eleonora Duse, una delle più grandi interpreti teatrali mai vissute. Nel corso delle sue numerosissime esibizioni nelle Americhe, in Europa, in Africa fu ammirata da Charlie Chaplin, che la definì “la più grande attrice che io abbia mai conosciuto” e da Anton Cechov “una attrice meravigliosa”, risultando compresa da tutti, nonostante ella recitasse i testi nella sua lingua, in italiano.
Un grande successo di pubblico ha riscosso la mostra di abiti della Duse curata da Annalisa Piermattei, dell’unico busto in bronzo esistente e della lettera stilata con inchiostro viola indirizzata alla Gramatica, in cui la grande attrice scrive alla sua ex allieva “ti sbaciucchio e ti sbaciucchierò come sempre ti ho sbaciucchiato”, frase emblematica d’una grande capacità affettiva. I suoi amori sono documentati dalla robe de chambre su cui impresse cinque baci con rossetto vermiglio da Gabriele D’Annunzio, con una dedica.
Sarà appuntamento da non perdere quello di domenica 18 ottobre alle 18 quando l’attrice e studiosa Franca Minnucci terrà un recital ispirato dalle lettere d’amore di Eleonora Duse.
La mostra sarà aperta per l’occasione fino alle ore 24, per permettere a ritardatari nottambuli di poter approfittare della visione di oggetti mostrati per la prima volta, in anteprima nazionale.
Nel corso dell’inaugurazione, tenutasi il 15, di fronte a un folto pubblico attento e curioso, il Sindaco di Torrevecchia Teatina Francesco Seccia ha tenuto a ribadire il concetto che un piccolo paese può diventare grande grazie a un plesso come il Museo della Lettera d’Amore, museo unico al mondo, che contribuisce a disegnare l’identità culturale del luogo.
“Un museo non deve essere solo un luogo in cui si espongono oggetti e si conservano i saperi, deve essere anche un luogo di riflessione critica sul presente”, ha affermato Massimo Pamio, direttore del Museo, ponendo l’accento sulle numerose mostre in corso, come quella del pittore Abner Marzi.
“Si è riusciti a emozionare, a far sognare e a rendere felici i corpi e le anime di tante persone in un luogo lontano dalle pene quotidiane, la cappella gentilizia del Palazzo Valignani, che è tornata ad esaltare la propria bellezza,” ha tenuto a sottolineare Giuseppina Verdoliva, promotrice della manifestazione.



