L’Aquila. Scatta la polemica sulla lezione del professore di medicina Univaq Franco Marinangeli, titolare del corso di Anestesia e Rianimazione. Negli scorsi giorni, in aula, il docente sembrerebbe abbia proiettato delle slide con la bandiera israeliana, definito Israele «un bel posto» in base a un suo viaggio di lavoro e descritto «le mura con le persone che entravano ed uscivano». Si sarebbe spinto ─ secondo la versione di uno studente ─ persino a mostrare foto di Netanyahu in visita all’Aquila ed articoli intitolati «L’Italia prende esempio da Israele. Il segreto di salvare le vite».
Tutto è partito da una segnalazione di un anonimo iscritto all’Università dell’Aquila che ha raccontato l’accaduto

all’influencer Karem from Haifa, alias sui social di Karem Rohana. A sua volta, l’attivista italo-palestinese ha denunciato il fatto, dichiarando che «l’aspirante Mengele in questione è il professore Franco Marinangeli che invece di insegnare come si operano i pazienti ha passato la lezione adire che Israele è veramente un bel posto e che Netanyahu una volta è venuto a L’Aquila facendo vedere delle foto». Poi, attacca il docente e le dichiarazioni fatte in aula, «Che la sua propaganda nazista la faccia nella bacheca Facebook per provare a rimorchiare qualche vecchia suprematista come lui, non mentre viene pagato per insegnare ai futuri medici con i soldi pubblici. «Qualche realtà» esorta l’attivista «lo segnali all’ordine e alla sua università».
Nelle sue stories di Instagram ─ dove Rohana ha denunciato la «propaganda» in aula ─ compare anche un estratto del racconto fatto dallo studente, che riporta il momento in cui sarebbe stata proiettata una slide titolata «le origini del problema: i

territori occupati» in cui, sempre secondo l’anonimo si sarebbe sotteso che era «occupati dai palestinesi» e non dagli israeliani, già condannati più e più volte dalle Nazioni Unite per l’illegale invasione dei territori spettanti alle popolazioni in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. L’estratto continua segnalando che, come accennato precedentemente avrebbe «proiettato una slide di Netanyahu».
La sinistra radicale, nel frattempo, non ha indugiato ed è corsa subitaneamente all’attacco. Immediata la risposta della giovanile di Sinistra Italiana, che ha rifiutato in toto i contenuti della lezione. «Come Ugs L’Aquila esprimiamo la nostra più totale indignazione» dichiara Federico Ricci, responsabile organizzazione dell’Unione degli Studenti di Sinistra Abruzzo. «Invece di svolgere il proprio ruolo formativo» dichiara il referente della giovanile abruzzese del partito di Fratoianni «e insegnare ai futuri medici teorie e tecniche necessarie ai pazienti, il professor Franco Marinangeli ha deciso di trasformare la cattedra, pagata con fondi pubblici, in un comizio politico».
Poi, l’affondo. «Troviamo a dir poco grottesco che in una lezione di “Emergenza e Anestesiologia” del 2026 si elogi come modello di salvataggio di vite un governo attualmente al centro delle cronache internazionali per aver raso al suolo il sistema sanitario di Gaza».
Una logica di doppiopesismo, secondo Ricci, che si manifesta nella disparità di trattamento dei docenti. «Mentre all’Aquila un professore universitario si sente libero di usare l’orario di lezione istituzionale per fare propaganda politica filoisraeliana, pochi mesi fa un docente del liceo Vivona di Roma è finito al centro di un’ispezione ministeriale. Il suo unico “crimine”? Aver scritto una lettera ai propri ex studenti, freschi di maturità, invitandoli a sviluppare un pensiero critico, a restare umani e a non dimenticare lo sterminio in corso a Gaza» puntualizza.
«L’amara ironia» chiosa il dirigente di Ugs, ricalcando le dichiarazioni di Karem Rohana, «è chiedersi se, all’esame, l’argomento verterà su “come si bombarda un ospedale”, descrive perfettamente l’assurdità della situazione».
Anche i Giovani Comunisti e Rifondazione contestano la presenza di «propaganda sionista» nell’ateneo del capoluogo. «È un grave segnale» dichiara Francesco Belfiglio per le due organizzazioni comuniste «che si discuta in maniera così approssimativa e fuori luogo del genocidio palestinese. Ancor di più che la denuncia di Karem from Haifa non abbia portato ad immediati provvedimenti dell’università. La tragedia in Palestina non è in alcun modo un argomento da discutere en passant durante un corso, è un fatto concreto e constatato dalle organizzazioni umanitarie internazionali. Contrapporre propaganda sionista alla descrizione dei fatti che vediamo costantemente sui social è scorretta informazione, senza neanche citare la presenza di atrocità da ormai tre anni è una scorrettezza inaccettabile».



