Chieti. Si compattano i fronti per le elezioni suppletive di domenica 15 e lunedì 16 novembre 2026. Lo scontro politico sarà – almeno per il momento – fra il dem Luciano D’Amico per il centrosinistra, il leghista Mario Colantonio per il centrodestra, Massimo Pasqualone per Dimensione Bandecchi e Danilo Ranieri per Italia.
Adesso arriva anche il supporto del Partito della Rifondazione Comunista, che ha allargato il fronte dell’Alleanza per la Costituzione con la sua formale adesione. Una scelta motivata, spiega la co-segretaria regionale Viola Arcuri, «L’accordo è tecnico per sconfiggere di volta in volta i candidati d’estrema destra. I nostri compagni sono felici del percorso intrapreso. “Era ora”, qualcuno ci ha detto».
Ieri, la firma – quasi inaspettata per gli alleati – dal notaio, che la segretaria regionale ha apposto con delega del segretario nazionale Maurizio Acerbo, dopo la discussione in Comitato Politico Nazionale che ha approvato la proposta di Arcuri di sostenere la corsa dell’ex-rettore dell’Università di Teramo e consigliere regionale in quota dem. Sul perché interviene Acerbo: «è necessaria oggi la convergenza dei partiti che si riconoscono nei principi della Costituzione». E poi, aggiunge il politico abruzzese, «è la prima volta che Rifondazione Comunista partecipa in elezioni politiche a una coalizione con il PD e il M5S».
L’entrata d’oggi nel campo largo, è però effetto di un lungo dibattito che tuttora coinvolge i militanti del partito dopo il congresso-svolta di Montecatini. «Per tanti anni» motiva il segretario «abbiamo con coerenza rifiutato accordi con il Partito Democratico alle elezioni politiche pagando un duro prezzo di esclusione dalle assemblee elettive e conseguente invisibilità mediatica. Abbiamo ritenuto doveroso farlo per contrastare politiche che consideravamo contrarie agli interessi delle classi lavoratrici e popolari che hanno prodotto delusione, astensionismo e la vittoria della destra. Con la segreteria di Elly Schlein e la collocazione progressista del M5S di Conte si è aperta la possibilità di una convergenza unitaria».
«Il nostro simbolo torna sulla scheda nelle elezioni politiche dopo venti anni» chiude Acerbo «per dare voce alla necessità di un programma di attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza».
Dall’altro lato, invece Danilo Ranieri, vicesindaco di Lanciano nella giunta Paolini, lascia che sia l’emittente Telemax a dare la notizia della sua candidatura col nuovo partito personale di Marco Rizzo, Italia Domani, nato dalla scissione del suo ex partito “a due teste”, Democrazia Sovrana e Popolare, in cui il politico torinese condivideva il comando con Francesco Toscano.
Già varie indiscrezioni avevano lasciato intendere che il vicesindaco lancianese si sarebbe presentato alle suppletive. Caso alquanto interessante, visto che Ranieri correrà proprio contro il partito che lo elesse in comune, la Lega, che presenta, invece, il teatino Mario Colantonio.



