L’Aquila. Un messaggio di speranza, unione e riconciliazione che supera ogni confine geografico e culturale. Sabato 10 ottobre 2026, L’Aquila ha vissuto una giornata indimenticabile in occasione della XI Giornata Internazionale del Perdono, appuntamento laico e indipendente volto a celebrare il valore del perdono come strumento fondamentale per la costruzione di una nuova cultura di pace, cooperazione e responsabilità collettiva.
L’evento, svoltosi dalle 9 del mattino alle 19 della sera presso il prestigioso Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice”, ha visto la presenza di oltre 400 persone in sala e migliaia di contatti da remoto via streaming.
La giornata si è aperta con la riflessione di Daniel Lumera, ispiratore e fondatore della Giornata Internazionale del Perdono, seguita dagli interventi di don Francesco Fiorillo, dalle testimonianze dei giovani dell’Associazione Rondine e dall’incontro di Davide Simone Cavallo con gli studenti del Liceo “Cotugno”. Tra i momenti artistici più toccanti, l’esibizione del complesso musicale Cella Musica, formato da persone detenute e agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Siena.
A suggellare il valore istituzionale e simbolico dell’iniziativa, si sono svolte la proclamazione di L’Aquila “Città Gentile”, alla presenza del vicesindaco Raffaele Daniele, e la suggestiva cerimonia della preghiera per la Pace con le bandiere di tutte le nazioni del mondo.
Come ricordato durante i lavori dal giornalista e scrittore Angelo De Nicola, la manifestazione si inserisce pienamente nella vocazione di L’Aquila come «capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace», definizione con cui Papa Francesco descrisse la città durante la sua storica visita pastorale alla Perdonanza il 28 agosto 2022, nell’anno in cui L’Aquila si attesta inoltre quale Capitale Italiana della Cultura 2026.
Punto focale dell’evento è stata la testimonianza del Prof. Izzeldin Abuelaish, medico palestinese originario di Gaza, docente all’Università di Lovanio (Belgio) e fondatore del GISED (Global Institute for the Study of Socio-Endemic Diseases, Hatred, Health and Peace), che nel 2009 ha subito la tragica perdita delle sue tre figlie durante un bombardamento. Rifiutando l’odio e trasformando il dolore in una missione di pace, il prof. Abuelaish è stato proclamato Ambasciatore del Perdono.
In un’emozionante lettera inviata al Gen. Nico Caiazza, presidente dell’associazione La Lumera ODV, il Prof. Abuelaish ha espresso profonda gratitudine per l’accoglienza e il titolo conferitogli:
«Per me il perdono non è soltanto una parola o un gesto simbolico. È una scelta umana difficile ma coraggiosa: rifiutare che odio e vendetta determinino il nostro futuro e lavorare per un mondo in cui prevalgano dignità, compassione e comprensione. Perdonare non significa dimenticare o rinunciare alla ricerca della verità; significa rifiutare che il dolore patito diventi fonte di ulteriore sofferenza per gli altri. […] Non possiamo cambiare il passato, ma insieme possiamo contribuire a plasmare un futuro in cui la prossima generazione non debba ereditare l’odio.»
Ampia soddisfazione per l’esito della manifestazione è stata espressa dal Gen. Nico Caiazza, il quale ha espresso un sentito ringraziamento ai partner locali One Group e L’Aquila Made In, nelle persone dei rispettivi presidenti Francesca Pompa e Goffredo Palmerini, e in particolar modo al Comandante della Scuola della Guardia di Finanza, Gen. Gabriele Failla, per la disponibilità della struttura. Caiazza ha infine lodato l’instancabile impegno dei volontari che hanno reso possibile la riuscita dell’evento.



