Pescara. Piazza Muzii si colora di Palestina per la mobilitazione mondiale in sostegno al popolo «vittima di genocidio» col flash mob conclusivo di un’intensa giornata di iniziative e piazze in tutta Italia. La manifestazione, organizzata dall’assemblea Disarmare la pace disertare la guerra ─ che è un largo contenitore di militanti pro-Pal e relative organizzazioni ─ era parte della convocazione di Global Alliance for Palestine e Palestina Anima Mundi, indetta per la giornata di oggi.
In 700, secondo i promotori, sono scesi in piazza contro il genocidio stasera, con l’intenzione di ricordare ancora il silenzioso massacro a Gaza, Cisgiordania e Libano che ormai è giunto a tre anni dalla fatidica data del 7 ottobre 2023.
Netta la scelta “scenografica” che è stata fatta dagli organizzatori. Un muro di cartone sfondato dal no alle atrocità in corso è il messaggio che le varie realtà politiche, sindacali ed associative hanno voluto mandare al governo ed alle potenze del mondo.
«Come abbiamo abbattuto questo muro metaforico» spiega nell’intervento iniziale lo studente palestinese George, referente per il collettivo universitario Cusp, «così voi dovete abbattere il muro fra elettori e politica. Nessuno dei partiti in Parlamento afferma che il sionismo è razzismo, come invece ha deliberato da poco il Green Party in Inghilterra. È il momento di fare e non soltanto dire».
Poi, è intervenuto Renato Di Nicola, per l’assemblea Disarmare-Disertare: «l’antisionismo non è la stessa cosa che l’antisionismo, soprattutto in questo momento di attacco al movimento è importante ricordarlo». Noi non dobbiamo lottare soltanto per i Gazawi, ma anche per i cisgiordani, per i libanesi. Il governo israeliano sta normalizzando queste atrocità. Non possiamo consegnare la nostra umanità a chi non vuole aiutare un popolo in ginocchio» dichiara «dobbiamo lottare per la liberazione della Palestina».
Segue Romina De Cesaris, per Docenti per Gaza, che rilancia l’importanza della piazza e dei perché di questo momento di protesta. «Continua la cronaca dell’impunità e la complicità istituzionale dei governanti. Siamo qui, ancora, e continueremo con grande tenacia a chiederne la fine, pretendendo sanzioni da parte del nostro governo nei confronti dello Stato d’Israele ed a chiedere il rispetto del diritto internazionale» dichiara. «Chiediamo che i crimini contro l’umanità non restino impuniti e che cessi il genocidio, che si è fatto “lento”; ma ha comunque ucciso 300 bambini dal cessato il fuoco, da sommarsi ai 20mila che sono morti durante questi tre anni».
Anche l’associazione di Amicizia Italia-Cuba si aggrega al grido di dolore, accostando la situazione cubana a quella palestinese. «Siamo qui oggi coi manifestanti in questa giornata di mobilitazione che interessa tutto l’Abruzzo per far sentire il sostegno di Italia-Cuba alla causa palestinese» afferma per l’organizzazione Walter Rapattoni, segretario regionale. «Mentre questo è un genocidio conclamato [quello a Gaza e Cisgiordania, ndr], a Cuba, invece, si sta sviluppando un genocidio silenzioso col criminale bloqueo, che sta strangolando il popolo cubano nel suo percorso rivoluzionario. Sembra quasi si tratti di un assedio medievale».
Estesa la partecipazione delle sigle: Amnesty, Anpi, Alleanza Verdi e Sinistra, Assemblea Disarmare-Disertare, Assemblea per la Palestina Lanciano, Associazione di Amicizia Italia-Cuba, Cgil, Cobas, Cusp Chieti, Docenti per Gaza, Mondo Progressista, Partito della Rifondazione Comunista, Pro Loco Pescara Aternum, Unione degli Studenti Pescara.



