Teramo. Il diritto allo studio non conosce barriere, ed è proprio da questo principio che nasce la Giornata Internazionale dell’Istruzione Universitaria in Carcere, promossa dall’Università degli Studi di Teramo. Martedì 13 ottobre, a partire dalle ore 9:30, l’Aula Magna dell’Ateneo ospiterà un importante momento di riflessione e dialogo aperto anche agli studenti e alle studentesse degli istituti scolastici del territorio. L’iniziativa punta i riflettori sull’esperienza del Polo Universitario Penitenziario, un progetto concreto con cui l’Ateneo teramano garantisce l’accesso alla formazione accademica all’interno delle strutture detentive, valorizzando la cultura e lo studio come strumenti fondamentali di reinserimento sociale e riscatto personale.
I lavori si apriranno con i saluti del Magnifico Rettore Christian Corsi, seguiti dall’introduzione di Emanuela Pistoia, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza. Successivamente, Francesca Rocchi, delegata all’Orientamento del Dipartimento di Giurisprudenza, illustrerà il valore e il significato della Giornata, mentre Francesca Vaccarelli, delegata del Rettore al Polo Universitario Penitenziario, approfondirà le ragioni culturali ed etiche alla base della presenza dell’università all’interno degli istituti di pena.
Il cuore dell’incontro sarà dedicato all’ascolto e alla visione, attraverso la proiezione del lungometraggio “La salita” del regista Massimiliano Gallo e le testimonianze dirette degli studenti universitari detenuti provenienti dalla Casa di reclusione di Sulmona e dalla Casa Circondariale di Teramo. Al termine di questi interventi si terrà un dibattito aperto che vedrà protagonisti gli studenti delle scuole superiori presenti in aula. Le conclusioni dell’evento saranno affidate a Monia Scalera, Garante dei diritti dei detenuti per la Regione Abruzzo, e a Maria Lucia Avantaggiato, direttrice della Casa Circondariale di Teramo.
L’iniziativa si inserisce nell’impegno dell’Ateneo per la terza missione e per le politiche di inclusione, portando la formazione universitaria anche dove l’accesso allo studio risulta più complesso. Come ha sottolineato il Rettore Christian Corsi, l’istruzione universitaria in carcere è un diritto e insieme una straordinaria occasione di riscatto e di crescita per le persone e per la comunità, offrendo la possibilità di cambiare le vite e favorire un reinserimento reale.



