L’Aquila. “Se la salute parte anche dalla tavola, la prevenzione deve cominciare molto prima: nei campi, nelle stalle e nelle filiere”.
È il messaggio lanciato questa mattina dal presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli, nel corso dell’inaugurazione del Villaggio Coldiretti all’Aquila, nell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura. Al centro dell’incontro (nel palatenda di piazza Duomo), dedicato al tema “L’agricoltura che nutre il futuro dei cittadini”, la proposta di un “Patto abruzzese per il cibo e la salute”, per riunire Regione, sistema sanitario, agricoltori e mondo scientifico e costruire un percorso condiviso di prevenzione attraverso l’alimentazione. L’obiettivo è promuovere azioni concrete: favorire la presenza di prodotti freschi, locali, stagionali e tracciati negli ospedali e nelle mense scolastiche, rafforzare la conoscenza dell’origine degli alimenti e investire nell’educazione alimentare.
L’incontro ha visto i saluti istituzionali del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente e del presidente di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli. Il confronto è proseguito con gli interventi di Dino Mastrocola, già rettore dell’Università di Teramo e componente del comitato scientifico della Fondazione Aletheia, e del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura Luigi D’Eramo. L’evento si è aperto con l’Inno di Mameli eseguito dal soprano Marianna Volkova.
“Non possiamo chiedere ai cittadini di mangiare meglio senza occuparci delle condizioni che permettono agli agricoltori di continuare a produrre cibo di qualità – ha sottolineato Martinelli – L’Abruzzo può diventare un laboratorio di questo nuovo rapporto tra agricoltura e salute, mettendo insieme chi produce, chi si occupa di salute e chi studia l’alimentazione”. Una direzione già tracciata dall’esperienza nazionale “Campagna Amica per la Salute”, che ha portato prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati in 71 ospedali italiani ed europei, tra cui, lo scorso 10 luglio, quattro presidi ospedalieri abruzzesi, uno per ogni capoluogo di provincia.
IL 97% DEGLI ITALIANI CHIEDE CIBO SANO, MA PRODURLO È SEMPRE PIÙ COMPLESSO
La richiesta di un’alimentazione sana e consapevole trova conferma nell’Instant Report Coldiretti/Censis: il 97% degli italiani considera mangiare sano essenziale per prevenire le malattie, mentre l’88% vuole conoscere la reale provenienza degli alimenti e dei loro ingredienti. Una domanda crescente che si confronta con le difficoltà di un settore agricolo sempre più esposto ai cambiamenti climatici, alla disponibilità di acqua, all’aumento dei costi e alla trasformazione dei consumi. Nel 2025 gli ortaggi italiani hanno mantenuto i volumi pressoché stabili, con una crescita dello 0,1%, ma hanno perso il 5,8% in valore; la frutta ha registrato un calo del 7,3% in volume. La zootecnia ha invece superato i 25 miliardi di euro di valore della produzione, raggiungendo il massimo storico a fronte di volumi invariati. In Abruzzo, nello stesso anno, la produzione agricola è cresciuta del 3,8% in volume, mentre le criticità legate al clima e alla disponibilità idrica continuano a incidere sulle attività delle imprese. Un comparto fondamentale anche per l’occupazione: secondo il CREA, nel 2024 gli operai agricoli in Abruzzo sono stati 19.426, 593 in più rispetto all’anno precedente. “Se vogliamo continuare a portare sulle tavole cibo sano e di qualità, dobbiamo preoccuparci anche di chi quel cibo lo produce – ha ribadito Martinelli – Servono interventi per affrontare il problema dell’acqua, sostenere l’innovazione e rendere il settore attrattivo per le nuove generazioni. La qualità del cibo dipende anche dalla capacità di garantire un futuro alle imprese agricole”.
DAL CIBO SANO AL REDDITO AGRICOLO, LE SFIDE PER IL FUTURO DELL’ABRUZZO
Il rapporto tra alimentazione, salute e agricoltura chiama in causa anche le politiche regionali e le condizioni in cui operano le imprese. È questo il richiamo di Fabrizio Di Marzio, capo area Azione sindacale e legislazione Coldiretti, che ha chiuso l’incontro, ha sottolineato la necessità di trasformare gli obiettivi condivisi in risultati concreti, tutelando al tempo stesso i consumatori e il reddito degli agricoltori. “L’Abruzzo deve passare dai proclami ai fatti. Come Coldiretti siamo pronti a collaborare per valorizzare il cibo sano e le produzioni del territorio, a partire dagli ospedali e dalle mense, con appalti trasparenti che garantiscano qualità, tutela della salute e opportunità concrete per le aziende agricole. Ma non possiamo dimenticare il reddito di chi lavora seriamente ogni giorno per produrre alimenti di qualità – Ha dichiarato Fabrizio Di Marzio, capo area Azione sindacale e legislazione Coldiretti – Come ci ricorda Ignazio Silone nel suo capolavoro Fontamara, attraverso la figura dei ‘cafoni’, la storia della nostra terra è anche la storia di contadini che hanno lottato per la propria dignità e per il riconoscimento del proprio lavoro. Coldiretti viene da lontano, dalle intuizioni e dalle battaglie del suo fondatore Paolo Bonomi. La nostra storia ci insegna che le battaglie, quando crediamo davvero nelle nostre ragioni, le portiamo avanti con determinazione e riusciamo a vincerle, affermando le nostre convinzioni anche nelle piazze, anche attraverso, se necessario, la mobilitazione e la partecipazione dei nostri soci. È con questo spirito che vogliamo continuare a lavorare: servono scelte capaci di mettere al centro le imprese, valorizzare le produzioni abruzzesi e dare prospettive al futuro dell’agricoltura. Da L’Aquila lanciamo una sfida concreta: mettere agricoltura, salute, ricerca e istituzioni allo stesso tavolo – ha concluso Di Marzio – La prevenzione comincia anche dalla qualità di ciò che mangiamo, ma quella qualità nasce nei campi e nelle stalle”.
Il programma del Villaggio prosegue oggi con un approfondimento sulla zootecnia abruzzese, tra benessere animale, genetica e innovazione, e sui temi dell’agriturismo e del turismo esperienziale. Domani spazio a Made in Italy e legalità, acqua e resilienza climatica, filiere orticole ed export, fino agli Oscar Green e al Premio Aristeo, dedicati ai giovani agricoltori.



