L’Aquila. La battaglia dei sindaci marsicani, affiancati da quelli della Valle Peligna, non è stata vana. La mobilitazione delle ultime settimane ha prodotto una sintesi che consente alla riforma del ciclo dei rifiuti di andare avanti senza lasciare indietro i territori più interni e periferici.
La maggioranza di centrodestra ha infatti condiviso l’emendamento proposto dal presidente della Regione Marco Marsilio, introducendo un termine al 31 dicembre 2027 per l’approvazione del Piano d’Ambito e aprendo, in assenza di una soluzione condivisa, alla possibilità di istituire sub-ambiti territoriali di dimensione sub-provinciale. Un risultato che raccoglie, almeno in parte, le preoccupazioni espresse dai sindaci e mette nero su bianco il principio che la riforma dovrà procedere nel rispetto, nell’ascolto e nella valorizzazione di tutti i territori abruzzesi.
“Tutta la maggioranza di centrodestra, prima gli assessori e poi i consiglieri, ha condiviso e sottoscritto l’emendamento da me proposto sul Piano d’Ambito per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani”. Ha dichiarato il presidente della Regione, Marco Marsilio.
“Ho affidato al Consigliere delegato ai Rifiuti, Nicola Campitelli, il compito di individuare un testo che desse una risposta positiva agli appelli dei sindaci di alcuni territori, preoccupati del fatto che il percorso verso l’istituzione di sub-ambiti di livello provinciale potesse in qualche modo danneggiare alcune realtà interne o periferiche. La sintesi individuata prevede di assegnare il termine del 31 dicembre 2027 ad AGIR per approvare il Piano d’Ambito, decorso il quale si apre alla ‘possibilità di delimitare sub-ambiti territoriali di dimensione sub-provinciale ove le condizioni territoriali, amministrative ed economiche lo consentano’.
Confido nel fatto che i sindaci, che sono e rimangono i veri attori protagonisti di questo processo, sapranno trovare il giusto equilibrio per procedere lungo la strada maestra indicata dalla normativa nazionale di riferimento, che prevede ambiti di norma di livello minimo provinciale per garantire economie di scala, efficienza del servizio e tariffe contenute. Un confronto che avverrà negli organi di AGIR, dove siedono appunto i sindaci, che potranno serenamente affrontare i problemi e le difficoltà oggettive di questo ambizioso traguardo, sapendo che in mancanza di accordi soddisfacenti, basati sul rispetto reciproco e sulla leale collaborazione in vista del bene dei cittadini rappresentati, viene data la possibilità di organizzare il servizio su porzioni di territorio più ristrette ma comunque sufficientemente ampie e infrastrutturate per consentire un’adeguata gestione del servizio.
Resta da aggiungere, per fugare ulteriori dubbi e perplessità emersi nel dibattito che si è sviluppato in queste ultime settimane, che:
– sono e restano i sindaci a discutere ed approvare il Piano d’Ambito e le sue linee-guida in Assemblee regolate dal voto ponderato, dove ogni territorio conserva ed esercita la sua autonoma e sovrana facoltà decisionale;
– una volta delimitato l’ambito territoriale, saranno e resteranno i sindaci a scegliere le modalità di affidamento del servizio, che la legge individua nella gara aperta al mercato, o nella gara a doppio oggetto o ancora, qualora ne ricorrano le condizioni, nell’affidamento diretto ‘in house’.
– nel secondo e terzo caso, il soggetto pubblico viene costituito dai Comuni attraverso una società consortile, secondo le modalità di legge, della quale sono i Comuni stessi a stabilire il percorso più virtuoso a garanzia del comune interesse e le regole di governo nel rispetto della pari dignità.
La maggioranza di centrodestra va avanti nella riforma del ciclo dei rifiuti, e il termine del 31 dicembre 2027 sarà di stimolo a concluderla positivamente dopo anni di confronti sui territori, confronti che continueranno nell’ascolto nel rispetto di tutti i Sindaci di una Regione così complessa come l’Abruzzo. Ringrazio tutti gli assessori e tutti i consiglieri che hanno nuovamente dato prova di unità e di coesione, e che hanno con fiducia e lealtà accolto e sottoscritto il testo dell’emendamento”. Ha concluso Marsilio.



