Avezzano. Dodici anni di reclusione per la morte di Hamid Essahli. È la sentenza pronunciata ieri mattina dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Avezzano Mario Cervellino nei confronti di Hamza Mahrani, al termine del processo celebrato con rito abbreviato per l’omicidio avvenuto nelle campagne del Fucino, nel territorio di Trasacco.
Il giudice ha dichiarato Mahrani colpevole del reato contestato e lo ha condannato a 12 anni di carcere, oltre al pagamento delle spese processuali. Nel calcolo della pena sono state riconosciute all’imputato le circostanze attenuanti generiche e applicata la diminuzione prevista per la scelta del rito abbreviato.
La decisione assume particolare rilievo alla luce dello scontro che aveva caratterizzato il processo sulla natura dell’investimento mortale. La difesa, rappresentata dall’avvocato Roberto Verdecchia, aveva infatti chiesto in via principale di derubricare l’originaria contestazione di omicidio volontario prevista dall’articolo 575 del codice penale in omicidio stradale colposo, sostenendo che la morte di Essahli fosse conseguenza di un incidente non voluto.
Una ricostruzione contrapposta a quella della Procura della Repubblica di Avezzano. Il procuratore capo Maurizio Maria Cerrato, al termine della requisitoria, aveva chiesto proprio una condanna a 12 anni di reclusione per omicidio volontario.
Il dispositivo dichiara Mahrani «colpevole del reato a lui ascritto». Saranno tuttavia le motivazioni della sentenza, una volta depositate, a chiarire nel dettaglio il percorso giuridico e probatorio seguito dal giudice Cervellino.
IL BRACCIO DI FERRO SULLA DINAMICA
Il processo si era concentrato soprattutto sugli istanti precedenti all’investimento e sulla questione decisiva della volontarietà della condotta.
Secondo la tesi prospettata dalla difesa, dopo una lite che sarebbe avvenuta nella parte alta del campo, Essahli si sarebbe diretto verso il trattore con una pala. Mahrani non avrebbe visto la vittima mentre si avvicinava al mezzo agricolo e l’investimento, secondo Verdecchia, non sarebbe quindi stato volontario.
Nelle conclusioni difensive era stata chiesta la derubricazione del reato in omicidio stradale colposo. In via subordinata, qualora fosse stata confermata la contestazione di omicidio volontario anche a titolo di dolo eventuale, la difesa aveva chiesto la pena nel minimo edittale e le riduzioni indicate nelle proprie conclusioni.
Di diverso avviso erano stati la Procura e la parte civile. L’avvocato Stefano Guanciale, che assiste i familiari della vittima, aveva sostenuto la ricostruzione dell’accusa e la qualificazione dell’omicidio come volontario. Nel procedimento erano stati sentiti anche numerosi consulenti tecnici sulla dinamica dell’investimento e sulle circostanze della tragedia.
70MILA EURO ALLA PARTE CIVILE
Il giudice Cervellino ha inoltre condannato Mahrani al risarcimento dei danni subiti dalla parte civile costituita, da quantificare in un separato giudizio civile, riconoscendo una provvisionale di 70mila euro, oltre alla rifusione delle spese di costituzione in giudizio.
Il Tribunale ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e lo stato di interdizione legale per l’intera durata della pena.
LA PARTE CIVILE: «RICONOSCIUTA LA VOLONTARIETÀ»
«Siamo sempre stati convinti che il Gup avrebbe riconosciuto, a seguito del rito abbreviato scelto dall’imputato, la volontarietà dell’omicidio – ha dichiarato l’avvocato Stefano Guanciale –. La decisione smonta, dunque, la tesi del mero incidente stradale e le affermazioni dell’imputato di non aver visto il povero Essahli».
LA DIFESA: «VALUTEREMO IL RICORSO»
La partita giudiziaria potrebbe però non essere conclusa. L’avvocato Roberto Verdecchia attende di conoscere le motivazioni prima di decidere se impugnare la sentenza.
«Attendiamo il deposito delle motivazioni – ha spiegato Verdecchia –. Non appena saranno disponibili e avremo avuto modo di esaminarle attentamente, valuteremo se sussistano i presupposti per presentare ricorso».
Il dispositivo è stato firmato e depositato dal giudice Mario Cervellino il 7 ottobre 2026 alle 13.49. Il prossimo passaggio sarà dunque il deposito delle motivazioni, dalle quali emergerà il ragionamento seguito dal Gup e sulla base delle quali la difesa valuterà l’eventuale impugnazione. Nella parte civile anche l’avvocato Berardino Terra.



