L’Aquila. La Conferenza regionale delle Donne Democratiche ha insediato il Tavolo “Violenza” e dato l’avvio ai lavori per attivare un percorso coordinato al fine di incidere sulle politiche regionali contro la violenza maschile sulle donne.
Un organismo di confronto e proposta per passare dagli interventi occasionali a una rete di tutela stabile e capillare. Attraverso il Tavolo “Violenza”, la Conferenza delle Donne Democratiche intende elaborare proposte concrete, anche sul piano legislativo regionale, e promuovere un confronto con la Regione Abruzzo. L’obiettivo è una rete più forte, accessibile e coordinata, capace di garantire a ogni donna ascolto, protezione e autonomia, ovunque viva.
“Il lavoro del Tavolo parte da una convinzione precisa: la violenza non si contrasta con iniziative episodiche – così la portavoce Roberta Tomasi a nome della Conferenza – . Servono prevenzione, servizi stabili, professionalità riconosciute e percorsi concreti di autonomia economica e abitativa. Servono soprattutto risorse strutturali e programmabili, che consentano ai Centri antiviolenza, alle Case rifugio e alla rete dei servizi di operare con continuità.
In questo quadro, guardiamo positivamente all’apertura nella Marsica dello Sportello di Rinascita e Autonomia “C’è ancora domani”. Ogni presidio capace di offrire ascolto, orientamento e sostegno alle donne può rappresentare un valore aggiunto. È però necessario che ogni nuovo intervento si inserisca in una programmazione regionale chiara, fondata sull’analisi dei bisogni e sull’integrazione con la rete territoriale.
È questa la questione che poniamo alla Regione Abruzzo: con quali criteri vengono individuati i progetti e i territori sui quali investire? Quali bisogni ancora senza risposta si intendono raggiungere? Come viene garantita un’equa distribuzione delle risorse?
La distanza dai servizi e l’isolamento possono rendere ancora più difficile chiedere aiuto, soprattutto nelle aree interne. Una programmazione efficace deve partire anche da queste condizioni, affinché il luogo in cui una donna vive non determini le sue possibilità di trovare protezione e sostegno.
Chiediamo quindi una mappatura aggiornata dei servizi esistenti e dei bisogni territoriali, criteri trasparenti nell’assegnazione dei finanziamenti e una programmazione che rafforzi la rete, eviti sovrapposizioni e raggiunga le aree meno servite.
La trasparenza delle scelte è una responsabilità politica. Le risorse per il contrasto alla violenza devono essere assegnate sulla base di bisogni documentati e priorità verificabili. Rendere espliciti questi criteri è essenziale anche per evitare che si alimenti il dubbio di scelte legate a logiche di consenso”.



