Roseto degli Abruzzi. Il futuro del polo rifiuti nel Teramano resta al centro del dibattito. Il CCR-VIA della Regione Abruzzo, con il Giudizio n. 5078 del 1° ottobre 2026, ha espresso un rinvio sul progetto della DECO per l’ampliamento della discarica “Grasciano 2” attraverso la realizzazione del terzo lotto. Non si tratta né di un’autorizzazione né di una bocciatura definitiva, ma di un passaggio procedurale che impone nuove e rigorose integrazioni documentali su aspetti tecnici, ambientali e urbanistici.
La decisione arriva dopo le numerose segnalazioni presentate dall’Osservatorio Val Tordino, dalla rete di cittadini e associazioni e dalle Guide del Borsacchio, intervenute direttamente in audizione davanti al comitato regionale per evidenziare le criticità del territorio. Tra i nodi centrali sollevati figurano la tutela delle acque sotterranee, il consumo di suolo agricolo, l’impatto odorigeno, la pressione del traffico e la necessità di analizzare gli effetti cumulativi con gli altri impianti presenti e previsti nell’area.
Il CCR-VIA ha accolto diverse delle istanze avanzate dai comitati, richiedendo alla ditta approfondimenti specifici. Tra questi spiccano l’acquisizione dei dati di monitoraggio ante-operam delle acque sotterranee, verifiche puntuali sui piezometri in accordo con l’ARPA, l’analisi della sovrapposizione tra il nuovo Lotto III e Grasciano 1, e una nuova valutazione dell’impatto odorigeno e del traffico legato allo scavo e al trasporto delle terre. Un punto particolarmente rilevante riguarda il Piano di Monitoraggio Ambientale: l’organo regionale ha chiesto uno strumento specifico redatto secondo le linee guida ISPRA, staccandolo dal precedente Piano di Sorveglianza e Controllo della ditta.
Resta aperto anche il delicato nodo urbanistico legato alla Variante al PRG e alla VAS. L’Avvocatura regionale dovrà chiarire se l’opera necessiti di una variante urbanistica da parte del Comune di Notaresco e quale procedura ambientale debba accompagnarla, tenendo conto che l’area mantiene attualmente una destinazione agricola di produzione. A ciò si aggiunge la richiesta di un chiarimento preliminare sulla funzione dell’impianto, per verificare la rispondenza ai criteri di localizzazione in zona agricola.
L’istruttoria regionale impone inoltre di guardare al quadro d’insieme, considerando l’interazione con il vicino progetto Green Management nell’area adiacente. Per l’Osservatorio Val Tordino e le Guide del Borsacchio, presiedute da Marco Borgatti, la partita è tutt’altro che chiusa: il territorio del Tordino richiede una valutazione complessiva, trasparente e basata sui dati che tenga conto della concentrazione complessiva di impianti e dei loro reali effetti su ambiente e comunità.



