Un’analisi tecnica condotta da un noto canale cinese di tecnologia ha rivelato un dettaglio che sta facendo molto discutere il mondo degli appassionati di tecnologia. Secondo quanto rivelato dal giornalista cinese, i modelli di iPhone 18 Pro da 1 TB e 2 TB montano memorie QLC a 4 bit per cella mentre i tagli di archiviazione inferiori continuano a utilizzare la più performante tecnologia TLC, che invece utilizza tre bit per cella.
Cosa vuol dire questo per i non tecnici? Che chi pagherà di più al fine di avere un telefono con più spazio a disposizione finirà, paradossalmente, per ricevere un dispositivo più lento rispetto le varianti meno costose, un dettaglio reso ancora più frustrante dal fatto che i precedenti iPhone 17 Pro e Pro Max utilizzavano memoria TLC anche sui tagli da 1 TB e 2 TB, senza questo tipo di compromesso tecnico.
Al netto della polemica, il dispositivo resta comunque uno smartphone completo, con uno schermo ampio e prestazioni generali solide per la stragrande maggioranza degli utilizzi quotidiani ma inizia a soffrire del contesto geopolitico in cui versa il mondo. È bene anticipare un dettaglio: questa tipologia di problematiche non impediranno agli utilizzatori del telefono di navigare in rete alla ricerca di informazioni sul 21 + 3 blackjack e le sue varianti, ma rappresentano un caso interessante per analizzare una sorta di “shrinkflation” informatica, dove le modifiche al budget hanno effetti precedentemente imprevisti.
Numeri alla mano: quanto pesa davvero il passaggio a QLC
Le memorie di tipo QLC hanno il vantaggio di costare semplicemente meno delle loro rivali TLC, anche a parità di taglio di archiviazione. Tecnicamente parlando la memoria prevede tre livelli di cache distinti: una cache SLC capace di raggiungere i 3.000 MB/s, una cache TLC intermedia che si ferma a 578 MB/s e infine la memoria QLC diretta, che scende fino a soli 79,4 MB/s; quest’ultima può vedere le prestazioni ulteriormente crollare quando lo storage supera il 60% di occupazione dello spazio, arrivando a vedere la velocità di trasferimento verso una valle di 1.1 MB/s.
Benchmark alla mano la situazione è chiara: nei test di lettura casuale, il modello da 1 TB risulta circa il 38% più lento rispetto alla variante da 512 GB dotata di memoria TLC; un divario che non è esattamente trascurabile, per quanto finché siamo sprovvisti di iPhone in mano sia difficile capire gli impatti sulle situazioni reali.
Tutto il resto del telefono sembra essere interessante come sempre
Al di là della polemica sulla memoria, l’iPhone 18 Pro sembra comunque essere un prodotto estremamente interessante una volta in mano al consumatore finale grazie al suo solidissimo comparto prestazionale, capace di gestire senza rallentamenti evidenti praticamente ogni tipologia di attività quotidiana, anche quando parliamo di multitasking spinto.
Lo schermo ampio del dispositivo si presta perfettamente all’utilizzo di tutti i giorni, a prescindere dall’attività svolta: sui social network garantisce una visualizzazione comoda, mentre nei videogiochi i colori risultano vivaci e l’esperienza particolarmente immersiva. Anche per chi consulta contenuti dedicati al gioco online, come guide e approfondimenti sul sistema del 9 fisso roulette, il display dell’iPhone offre una lettura chiara e una navigazione fluida.
L’eredità di Apple si fonda sulla capacità di unire innovazione, cura progettuale e fiducia degli utenti, un patrimonio che accompagna il passaggio della guida a John Ternus, mentre Tim Cook resta presidente esecutivo; la nuova fase porta quindi ai vertici l’esperienza maturata nello sviluppo hardware, ma sarà attraverso i prodotti che questa transizione assumerà un significato concreto per i consumatori.



