L’agricoltura abruzzese tra identità, territorio e innovazione sarà protagonista dal 9 all’11 ottobre in piazza Duomo all’Aquila, con il Villaggio Coldiretti ‘La piazza dell’agricoltura, dei territori e delle comunità rurali d’Abruzzo’.
L’iniziativa si inserisce nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026 e porterà nel centro della città produttori, allevatori, filiere, degustazioni e momenti di confronto sul futuro del settore.
“L’agricoltura è tradizione e identità, ed è un motore di questa regione”, ha detto il vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, sottolineando il ruolo strategico del comparto e delle imprese agricole e zootecniche nel presidio delle aree interne.
Per tre giorni, dalle 9 alle 22, il Villaggio ospiterà fattorie didattiche, workshop, teche del gusto e il Mercato di Campagna Amica, con circa 40 produttori provenienti dalle province abruzzesi.
Al centro anche il rapporto tra alimentazione e salute, tutela delle produzioni, giovani, ricerca e nuove tecnologie.
L’appuntamento sarà inoltre occasione per affrontare le principali criticità del settore: cambiamenti climatici e disponibilità idrica, aumento dei costi di produzione, competitività e redditività delle imprese, ricambio generazionale e concorrenza sleale.
Particolare attenzione sarà dedicata alla zootecnia, considerata fondamentale per l’economia delle aree interne e per la manutenzione del territorio. Secondo il 7/o Censimento generale dell’Agricoltura Istat, nel 2020 erano 9.948 le aziende agricole abruzzesi con capi di bestiame, pari al 22,3% delle aziende agricole regionali.
“Allevare – ha sottolineato il direttore di Coldiretti Abruzzo Marino Pilati – significa produrre cibo, ma anche mantenere pascoli e territori, creare occupazione e custodire competenze e tradizioni”.
L’inaugurazione è prevista venerdì 9 ottobre alle 11. A seguire si terrà una tavola rotonda sul rapporto tra agricoltura, alimentazione e salute. “Il Villaggio porta nel cuore dell’Aquila un pezzo importante della nostra identità”, ha detto il sindaco Pierluigi Biondi, richiamando anche il valore della transumanza, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale.



