Il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia e tutta la direzione strategica esprimono profondo cordoglio per la prematura scomparsa del dottor Edoardo Puglielli, stimato medico teramano e professionista di altissimo profilo nel campo della radiologia interventistica.
«Con la scomparsa del dottor Edoardo Puglielli perdiamo un professionista di straordinaria competenza e un riferimento importante per la sanità del nostro territorio. La sua dedizione alla professione, l’attenzione ai pazienti e il costante impegno nell’innovazione delle tecniche diagnostiche e terapeutiche hanno lasciato un segno significativo nella comunità medica e nella vita di tante persone», dichiara il direttore generale.
Responsabile della Unità Operative di Radiologia Diagnostica e Interventistica Senologica del Mazzini, il dottor Puglielli ha rappresentato negli anni una figura di grande valore professionale e umano, distinguendosi per l’elevata qualificazione nel campo della radiologia interventistica e per il contributo offerto allo sviluppo di percorsi diagnostici e terapeutici sempre più efficaci e innovativi.
«Ha saputo coniugare competenza scientifica, spirito di servizio e sensibilità umana, qualità che gli hanno fatto guadagnare la stima dei colleghi e la fiducia dei pazienti. La sua scomparsa lascia un grande vuoto non solo all’interno della comunità sanitaria, ma nell’intero territorio teramano».
A nome della direzione strategica, dei professionisti sanitari e di tutto il personale della Asl, il direttore generale rivolge le più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo nel corso della sua attività professionale.
«In questo momento di grande dolore ci stringiamo ai suoi cari con affetto e riconoscenza, ricordando il prezioso contributo che il dottor Puglielli ha offerto alla medicina e alla sanità pubblica. Il suo esempio di professionalità, dedizione e umanità resterà patrimonio prezioso della nostra Azienda e della comunità che ha servito con passione fino all’ultimo», conclude Di Giosia.



