L’Aquila. Si sono completati i vertici della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia con l’elezione di Roberto Battaglia alla carica di vicepresidente. La nomina è avvenuta nel corso della riunione della Giunta camerale, andando a ricoprire il ruolo al fianco della presidente Antonella Ballone alla guida dell’ente interprovinciale competente per i territori dell’Aquila e di Teramo.
Imprenditore agricolo, già consigliere e componente della Giunta, Battaglia vanta una lunga esperienza associativa tra la presidenza provinciale e la vicepresidenza regionale della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori). «Accrescere la competitività delle nostre imprese e valorizzare le eccellenze dei territori di L’Aquila e Teramo rappresentano le direttrici fondamentali su cui intendo concentrare il mio impegno in questo nuovo incarico» ha dichiarato il neoeletto vicepresidente. Parole di apprezzamento sono giunte dalla presidente Ballone, che ha sottolineato la professionalità e l’equilibrio dimostrati da Battaglia, tracciando le priorità dell’ente: sostegno all’innovazione, transizione ecologica, digitalizzazione e proiezione europea dei prodotti locali.
La nomina ha tuttavia innescato un durissimo scontro politico-istituzionale. A muovere accuse circostanziate è Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno attraverso il suo presidente, Ezio Rainaldi, che ha espresso profonda amarezza per l’esito del voto, denunciando una grave alterazione dell’equilibrio di rappresentanza tra la provincia dell’Aquila e quella di Teramo.
Secondo il presidente degli industriali aquilani, l’assegnazione della vicepresidenza avrebbe dovuto riequilibrare un assetto che vede già la presidenza affidata per un secondo mandato consecutivo a un’espressione del territorio teramano come Antonella Ballone per un totale di ben dieci anni.
«Se il territorio teramano esprime la presidenza per un arco complessivo di dieci anni e, contemporaneamente, la vicepresidenza con funzioni vicarie viene affidata a un esponente essenzialmente riconducibile al medesimo territorio, è legittimo interrogarsi su quale sia, nell’attuale assetto, lo spazio effettivamente riconosciuto alla provincia dell’Aquila»
Il presidente di Confindustria L’Aquila ha inoltre respinto la tesi secondo cui assegnare la vicepresidenza a un industriale aquilano sarebbe stato un’anomalia per sovrapposizione di categoria, ricordando che un tandem di vertice interamente in quota Industria si era già verificato negli ultimi cinque anni con la presidenza Ballone e la vicepresidenza Frattale.
Le conseguenze della spaccatura rischiano ora di minare la tenuta stessa dell’istituzione. Rainaldi ha infatti preannunciato che l’esito della votazione peserà in modo determinante sui futuri assetti dell’ente: «Un equilibrio che viene percepito come sbilanciato rischia, secondo Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, di indebolire il senso stesso dell’aggregazione e la fiducia degli operatori economici nell’istituzione camerale»
“L’esito della votazione rappresenta, pertanto”, conclude Rainaldi, “un elemento che sarà attentamente considerato nelle future valutazioni sull’assetto della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia. In tal senso, non potrà essere considerata estranea alle valutazioni anche l’opportunità di riconsiderare l’attuale modello di aggregazione camerale e, conseguentemente, la stessa permanenza del sistema aquilano all’interno dell’attuale Camera di Commercio interprovinciale. Non è una decisione assunta oggi, né vuole essere una posizione pregiudiziale. È una possibilità che Confindustria L’Aquila ritiene doveroso tenere aperta”.



