L’Aquila. Anche Federconsumatori, sigla affiliata alla Cgil, attacca le proposte del governo Meloni dopo il varo dell’esenzione dal bollo ed il successivo aumento del ticket sanitario, a cui si aggiungono le cartelle esattoriali per le visite non effettuate. «Mentre il dibattito politico si perde in questioni secondarie, per i cittadini abruzzesi la realtà quotidiana è fatta di aumenti, cavilli burocratici e rincari su tutti i fronti» scrivono nel comunicato.
«Non bastavano il caro energia, il caro carburanti e l’inflazione del carrello della spesa a mettere in ginocchio i bilanci familiari; ora arrivano anche i nuovi aumenti dei ticket sanitari, stabiliti dal nuovo prontuario delle tariffe per 448 prestazioni di specialistica e diagnostica e 222 protesi ed ausili. Un vero e proprio “piove sul bagnato” per la nostra regione».
«L’Abruzzo» segnalano poi, «vive già una situazione sanitaria drammatica, segnata da liste di attesa interminabili, dal continuo rischio di tagli ai servizi e da una migrazione sanitaria passiva verso altre regioni che prosciuga le casse regionali. In questo scenario, stangare gli utenti con un aumento medio del 5,8% sulle tariffe coinvolte suona come una provocazione. I rincari colpiranno persino le prestazioni di uso quotidiano, come un semplice prelievo di sangue venoso, una visita cardiologica o un elettrocardiogramma».
«Come se non bastasse, in Abruzzo assistiamo a un’ulteriore e intollerabile vessazione. La modalità aggressiva con cui le ASL locali cercano di risanare i propri bilanci a spese degli utenti. È il caso degli avvisi di accertamento e della vera e propria gogna di cartelle esattoriali recapitate tramite l’Agenzia delle Entrate-Riscossione per presunte “mancate disdette” di prenotazioni mediche».
Denunciano, inoltre, dall’organizzazione: «dopo le migliaia di richieste della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila per presunte irregolarità risalenti persino a dieci anni fa (contro cui Federconsumatori Abruzzo ha già avviato ricorsi e azioni legali), anche la Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti ha recentemente avviato migliaia di avvisi per recuperare somme tramite l’Agenzia delle Entrate. Si tratta di procedure tardive, spesso basate su database aziendali imprecisi e piene di errori, che colpiscono indiscriminatamente anche chi l’appuntamento lo aveva disdetto, chi non ha mai ricevuto un sollecito, o perfino chi è esente da ticket».
«A livello nazionale i nuovi ticket» continuano «genereranno oltre 27 milioni di euro all’anno a carico dei cittadini» riferiscono, «il Ministero della Salute parla di un “impatto medio di +1,50 euro a cittadino”, ma si tratta di una media del tutto astratta, a pagare il prezzo più alto saranno i malati cronici, gli anziani e i soggetti fragili, costretti a destreggiarsi tra l’aumento dei costi delle cure e la burocrazia oppressiva di avvisi di pagamento ingiustificati».
Chiudono, infine, sottolineando il problema dei fondi pubblici rispetto al mercato privato. «A fronte di una spesa sanitaria privata che in Italia supera i 46 miliardi di euro, segno che i cittadini sono sempre più costretti a ricorrere al privato a causa delle inefficienze del sistema pubblico. È inaccettabile che, anziché intervenire con risorse strutturali per abbattere le liste d’attesa e riorganizzare i servizi delle ASL abruzzesi, si scelga da un lato di far cassa sulla salute aumentando i ticket, e dall’altro di aumentare le entrate inviando accertamenti a pioggia con metodi punitivi».



