L’AQUILA – Il gasolio supera ormai quota 2,30 euro al litro di media e per gli automobilisti abruzzesi fare rifornimento sta diventando una spesa sempre più difficile da sostenere. Una corsa dei prezzi che segue il quadro nazionale ma che anche in Abruzzo comincia a pesare concretamente sulle abitudini quotidiane delle famiglie.
Secondo i dati aggiornati oggi, 21 settembre, dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio regionale del gasolio in modalità self ha raggiunto 2,326 euro al litro, mentre la benzina è a 2,150 euro. Due settimane prima, il 7 settembre, il diesel si attestava a 2,165 euro: oltre 16 centesimi in meno.
Una crescita rapidissima che porta il costo del rifornimento su livelli eccezionali. Con questi prezzi, anche per un’automobile con un serbatoio di capacità media il pieno supera facilmente i cento euro. Una soglia psicologica oltre che economica che sta cambiando il modo di utilizzare l’auto.
Per molte famiglie il carburante non è infatti una spesa rinviabile. Serve per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola, spostarsi tra i centri più piccoli e le città, raggiungere ospedali, uffici e servizi. A essere compressi finiscono quindi soprattutto gli spostamenti meno necessari e le attività legate al tempo libero.
Il malcontento emerge proprio davanti alle colonnine dei distributori, dove rifornire completamente il serbatoio significa ormai affrontare una spesa considerevole. Sempre maggiore è l’attenzione all’importo da inserire e ai chilometri da percorrere, soprattutto per chi utilizza quotidianamente l’automobile.
La situazione abruzzese si inserisce pienamente nella nuova impennata nazionale dei carburanti. Già a luglio il gasolio italiano era tornato vicino ai livelli record del marzo 2022; nelle settimane successive la corsa è proseguita e sulla rete autostradale il prezzo medio self risultava il 17 settembre pari a 2,346 euro al litro.
In Abruzzo, però, il problema assume un peso particolare anche per la conformazione del territorio e per la necessità, soprattutto nelle aree interne, di utilizzare l’automobile per gli spostamenti quotidiani. Quando il diesel supera stabilmente i due euro e trenta al litro, il costo della mobilità finisce inevitabilmente per incidere sul bilancio familiare e sulle scelte di ogni giorno.
Ed è così che il caro carburante smette di essere soltanto un dato economico nazionale e diventa una questione concreta: quanti chilometri percorrere, quali spostamenti rinviare e, sempre più spesso, quanto carburante mettere nel serbatoio.



