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Tollo, si dibatte sul restauro dei murales dei comunisti

Dopo il caso montoriese, si discute a Tollo di ripristino di uno storico murales comunista coperto dalla DC. Il sindaco Radica apre alla proposta, l'opposizione non è convinta.

Gianmarco Mereu di Gianmarco Mereu
20 Settembre 2026
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Tollo. Di simboli “rossi” si è discusso tanto di questi tempi, soprattutto dopo il caso di Montorio al Vomano. E se a Nord, la battaglia per il ripristino è ancora ardua, sofferta e combattuta (c’è stata persino un’offerta di custodia da parte della liberale Fondazione Einaudi, disposta a conservarla «in nome della memoria storica»), sulla Marrucina pare che sia una questione da risolvere con cordialità, forse.

Clamore, appunto, stanno facendo le dichiarazioni del sindaco di Tollo Angelo Radica, che dopo le segnalazioni vuole ripristinare un vecchio murales fatto dalla Federazione Giovanile Comunista Italiana. Alcuni vecchi iscritti della Fgci sarebbero, infatti, disposti a riprendere pennello e vernice per riportare alla luce il dipinto.

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Un vero pezzo di storia cittadina rimasto impresso nella memoria collettiva del paese che rappresentava Allende, Ho Chi Minh, Gramsci, Marx e gli eroi del Comunismo fra il popolo contadino della cantina “rossa” del paese, voluto e compiuto dai giovani del PCI nel ’72, su di un muraglione. L’opera simboleggiava la lotta mondiale antimperialista ed operaia e la “liberazione” contadina dal giogo del mercato dell’uva da tavola, un riferimento all’oligopsonio ─ sistema in cui pochi acquirenti danno il prezzo, creando un’economia controllata da compradores ─ e che portò alla fondazione della storica cantina sociale, osteggiata dai democristiani.

La notizia di questo restauro è arrivata dalle pagine del Centro di qualche giorno fa, quando un azzeccato paragone accostava la situazione di Montorio al Vomano, in cui il sindaco ha rimosso ─ fra amarezza e proteste ─ la falce e martello da anni nascosta dalla boscaglia, con quella del murales tollese subito censurato dalla Democrazia Cristiana dopo il ventennale comando del Partito Comunista Italiano. Nell’Ottanta, infatti, Gino Di Pillo, l’allora sindaco DC, decise di coprire la parete dipinta dai giovani comunisti, tinteggiandola di bianco, come lo scudo del suo partito, dicono alcuni maliziosi.

Situazione quantomeno “guareschiana”, per così dire, che oggi vuol essere risolta da Radica col recupero: «è stato un errore rimuoverla, una contrapposizione politica che dal dopoguerra al ’97 ha diviso Tollo» dichiara, «ma che oggi merita di essere ricordata». Di quell’epoca di aspra competizione elettorale e forti divisioni interne, ora sente il bisogno di rivalutarne l’ampia capacità di mobilitazione e perciò lavorare di comune accordo con chi per anni si era opposto al suo partito, «ho una chat di gruppo su WhatsApp con alcuni degli autori. Qualche tempo fa mi hanno detto: “dacci l’autorizzazione e i materiali, noi ci mettiamo le braccia per recuperare il graffito”. Io ho accettato, stiamo preparando il tutto».

Non troppo convinta è l’opposizione, con Ettore Leve ─ consigliere di minoranza ed ex candidato sindaco ─ che segnala alcuni problemi e poi altri beni artistici ben meno politicamente informati, ma altrettanto dimenticati. Per esempio, quello di Piazza della Liberazione (in foto), che seppur in pieno centro è in stato di conclamato abbandono. Sempre un’amministrazione comunista ne aveva richiesto la produzione, ci riferisce, ma non è stata ancora presa in considerazione la sua manutenzione.

A ciò, Leve sottolinea un’ulteriore questione, di carattere prettamente politico: Il segno di pacificazione con la perduta memoria storica del paese, è però stridente con lo stesso passato politico di Radica, attacca Leve, «chi oggi promette di restaurare l’opera faceva comizi con Gino Di Pillo, che si fece artefice di quella cancellazione».

Vengono poi i nodi tecnici, perché il ripristino di un dipinto ritinteggiato da più di quarant’anni è non soltanto ostico, ma, forse, persino improbabile. Spetta, dunque, all’amministrazione ed ai volontari di allora (ed oggi) che lavoreranno alla restituzione dell’opera scegliere una modalità consona di restituzione alla cittadinanza del murales.

Tags: Cantina TollochietiComune di Tollonews
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