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Garlasco: nuove consulenze in arrivo, spunta il mistero della “Stanza 27”

Luca Marrone di Luca Marrone
13 Settembre 2026
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Pavia. La conclusione delle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, si avvicina e le parti coinvolte sono impegnate negli ultimi accertamenti. Dopo il deposito, a maggio, delle risultanze delle indagini condotte dalla Procura nei confronti dell’attuale indagato, Andrea Sempio, i legali di questi hanno incaricato i propri consulenti di predisporre a loro volta delle relazioni tecniche a supporto dell’impianto difensivo. Attivi anche i tecnici della difesa di Alberto Stasi, fidanzato della vittima riconosciuto responsabile del delitto, la cui sentenza di condanna potrebbe presto essere sottoposta a revisione. Si registrano sviluppi anche sul versante delle inchieste giornalistiche parallele all’indagine condotta della Procura.

La difesa di Sempio

I consulenti di Sempio hanno dunque depositato le proprie relazioni tecniche, valutando tra l’altro la traccia 33 (l’impronta palmare individuata sulla parete della scala interna della villetta di Garlasco, su cui il corpo della vittima è stato rivenuto), l’impronta di calzatura pure presente su un gradino della scala e il Dna recuperato sulle unghie di Chiara Poggi. In risposta, la Procura di Pavia ha richiesto ulteriori consulenze, tra cui una valutazione psichiatrica, affidata al professor Roberto Catanesi dell’Università di Bari, chiamato a stabilire l’eventuale sussistenza nel soggetto “di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione. La presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati; l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale.”

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Ai fini dell’espletamento della relazione affidatagli, il professor Catanesi ha sollecitato un incontro con l’indagato, richiesta disattesa dai suoi legali. Secondo l’avvocato Liborio Cataliotti che, insieme alla collega Angela Taccia, assiste Andrea Sempio, l’approfondimento psichiatrico disposto dal pubblico ministero “è inutile” se non si individua “una patologia”. In tale prospettiva, secondo il legale, il rifiuto di un incontro non attesterebbe comunque l’intendimento di sottrarre il soggetto a tale tipologia di analisi, che dovrebbe però avvenire in contraddittorio tra le parti, qualora un giudice, nel corso del procedimento, ritenesse necessaria un perizia in tal senso.

“Come tutti sappiamo, l’infermità o la semi-infermità mentale viene utilizzata per ottenere una riduzione o un’esclusione della pena”, ha aggiunto l’avvocata Taccia, intervenendo alla trasmissione Quarto grado, “Noi, invece, puntiamo a un proscioglimento o a un’eventuale assoluzione. Non vogliamo soluzioni intermedie, non cerchiamo scorciatoie di questo tipo.”

La difesa di Stasi

Per quanto riguarda l’attività investigativa espletata dalla difesa di Alberto Stasi, si è parlato, in questi giorni, di almeno tre consulenze tecniche. Una si focalizzerebbe sulle intercettazioni ambientali dei soliloqui in auto di Andrea Sempio, acquisite all’epoca dell’indagine cui il giovane era stato sottoposto nel 2017, in breve archiviata.

Un’altra consulenza prenderebbe a sua volta in esame la già richiamata impronta presente sul gradino della scala di casa Poggi, all’epoca della prima inchiesta ricondotta a una calzatura marca Frau (codice 27U1) di taglia 42 e, a parere dei giudici che hanno condannato Stasi, a questi direttamente riconducibile. Gli inquirenti attualmente ritengono invece che tale traccia potrebbe associarsi ad Andrea Sempio, assunto negato dai consulenti dell’attuale indagato. In ogni caso, all’epoca delle prime indagini sul delitto, orientate su Stasi, una calzatura del genere non è stata rivenuta in possesso del fidanzato di Chiara Poggi.

I difensori di quest’ultimo – gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis – hanno inoltre affidato un’ulteriore analisi tecnica ai genetisti Pasquale Linarello e Ugo Ricci. Linarello, lo specialista che, in una consulenza del 2016, ha affermato una compatibilità tra il Dna rivenuto sulle unghie di Chiara Poggi e quello di Andrea Sempio, ha dichiarato a Fanpage che, dal suo recente lavoro sono emerse “cose interessanti”. Pur non fornendo comprensibilmente dettagli, ha precisato che il materiale genetico attualmente oggetto della sua analisi non sarebbe quello rivenuto sulle unghie della vittima, già riesaminato, nei mesi scorsi, dalla dottoressa Denise Albani in una perizia effettuata in sede di incidente probatorio.

Com’è noto, la difesa di Stasi è attualmente impegnata anche sul fronte della possibile revisione della condanna inflittagli. Sviluppo che interverrebbe quindi nel corso di un procedimento relativo al medesimo delitto avviato nei confronti di un altro soggetto e che porrebbe questioni rilevanti dal punto di vista giuridico-procedurale. Nel merito, i detrattori si dichiarano persuasi dell’insussistenza di elementi idonei a supportare un’eventuale azione in tal senso. L’avvocata Bocellari, recentemente ospite del programma televisivo Verità nascoste, ha dichiarato in proposito: “Chi lo dice che l’istanza di revisione del processo non sia già pronta? Magari abbiamo in mano molto di più di quello che voi pensate.”

La cassaforte della Stanza 27

Il reporter e scrittore di inchiesta Luigi Grimaldi si dedica da tempo allo studio del caso di Garlasco, scandagliando le criticità dell’inchiesta effettuata a ridosso del fatto e percorrendo lo scenario che vede il delitto correlato a contesti e suggestioni esoterico-occultistici. In questi giorni si sta concentrando su alcuni documenti rinvenuti, nel settembre 2023, in una cassaforte collocata nella stanza n. 27 della Procura di Pavia. Documenti afferenti al delitto di Chiara Poggi, a quanto sembra acquisiti in circostanze non precisate e non debitamente collocati tra quelli dell’inchiesta. Il loro rinvenimento è avvenuto in occasione degli interventi di “rimodulazione” e riorganizzazione disposti dal procuratore Fabio Napoleone nell’ambito appunto della Procura di Pavia. Ventiquattro i fascicoli recuperati, con atti che vanno dal 2007 al 2017, anno della prima indagine su Sempio.

Tra i documenti in questione, secondo l’elencazione proposta da Grimaldi, “la relazione di consulenza tecnica sulle cause della morte di Chiara Poggi, materiale iconografico della consulenza tecnica, relazioni genetico-forensi complete di elettroferogrammi – i grafici che visualizzano i profili del Dna estratto dalle tracce biologiche –, verbali allegati, una sentenza della Corte d’Appello di Milano del 2013, una sentenza della Corte di Cassazione del 2014, memorie della parte civile sulla rinnovazione dibattimentale, note del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche sulle tracce ematiche, documentazione sulla Bloodstain Pattern Analysis, accertamenti con tecnologia Laser Scanner 3D, consulenze contabili e considerazioni tecnico-scientifiche sulle strategie di evitamento.”[1]

Nell’insieme, materiale suscettibile di offrire un significativo apporto dal punto di vista investigativo e processuale, “una selezione ragionata”, considera il giornalista, “non una compilation casuale di carte sparse.”[2] Da dove proviene la documentazione? In che modo è giunta in Procura? E la sua anomala collocazione è stata casuale o assolve a una qualche specifica finalità?

A pochi giorni dalla chiusura ufficiale dell’inchiesta, prevista per il 28 settembre, spunta dunque un nuovo elemento che rende ulteriormente impenetrabile il mistero dell’omicidio di Chiara Poggi.

[1] L. Grimaldi, “Garlasco: quell’archivio segreto è la traccia di una regia esterna per le indagini del 2017”, in Grimaldipress, 12 settembre 2026, https://grimaldipress.fika.bar/garlasco-quell-archivio-segreto-e-la-traccia-di-una-regia-01M2A3KQ2PT5XNPJV64812JRQ9 (consultato il 12 settembre 2026).

[2] Ibidem.

Tags: Chiara PoggiDelitto di Garlasco
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