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Morti sul lavoro in Abruzzo, sette vittime nei primi sette mesi del 2026: la regione è in zona gialla

Redazione Abruzzolive di Redazione Abruzzolive
10 Settembre 2026
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L’Aquila. Sono sette i lavoratori morti in Abruzzo durante lo svolgimento dell’attività professionale nei primi sette mesi del 2026. Il dato emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, aggiornata alla fine di luglio.

In base all’incidenza dei decessi rispetto alla popolazione occupata, l’Abruzzo è stato collocato in zona gialla. La classificazione comprende le regioni nelle quali il rischio di morte sul lavoro è compreso tra il 75 per cento dell’indice medio nazionale e la stessa media italiana, fissata a 17,8 vittime ogni milione di lavoratori.

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La regione si trova dunque in una fascia di rischio inferiore rispetto alle aree rosse e arancioni, ma il bilancio continua a confermare la necessità di mantenere elevata l’attenzione sul fronte della prevenzione. Il numero assoluto dei decessi, infatti, non è sufficiente a descrivere il fenomeno, poiché deve essere rapportato alla quantità di occupati presenti sul territorio.

A livello nazionale, tra gennaio e luglio 2026, sono morte sul lavoro 595 persone: 430 durante lo svolgimento dell’attività lavorativa e 165 nel tragitto tra casa e lavoro. Rispetto allo stesso periodo del 2025 si registrano sette vittime in meno in occasione di lavoro e cinque in meno in itinere.

Secondo il presidente dell’Osservatorio Vega, Mauro Rossato, la lieve flessione non può tuttavia essere considerata rassicurante. Il miglioramento rilevato nei primi mesi dell’anno starebbe progressivamente perdendo forza, mentre le denunce di infortunio continuano ad aumentare.

Alla fine di luglio sono state presentate in Italia 368.085 denunce, con una crescita del 5,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. I settori maggiormente colpiti dagli incidenti mortali sono le costruzioni, con 76 vittime, il trasporto e magazzinaggio con 55 e le attività manifatturiere con 50.

Particolarmente vulnerabili risultano i lavoratori con più di 65 anni, per i quali l’incidenza raggiunge 55,4 decessi ogni milione di occupati. In termini assoluti, la fascia maggiormente colpita è invece quella compresa tra i 55 e i 64 anni, con 153 vittime su un totale di 430 morti durante l’attività lavorativa.

Rimane elevato anche il rischio per i lavoratori stranieri, che risulta oltre tre volte superiore rispetto a quello degli italiani.

Tags: abruzzoincidenti sul lavoro
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