L’Aquila. La ricostruzione post-sisma 2009 rafforza il proprio sistema di prevenzione e controllo, estendendo a tutto il territorio abruzzese interessato dagli interventi il coordinamento tra Prefetture, Struttura di missione, Uffici Speciali e organismi competenti in materia di prevenzione antimafia. È questo l’obiettivo del Protocollo di legalità per il rafforzamento delle misure di prevenzione amministrativa antimafia, sottoscritto oggi all’Aquila.
Più informazioni condivise, controlli coordinati sui cantieri, analisi integrata dei fattori di rischio e un monitoraggio più strutturato delle imprese e della manodopera sono i principali strumenti
attraverso i quali l’accordo punta a rendere più efficace la capacità di prevenzione lungo l’intera filiera della ricostruzione.
Il Protocollo, che coinvolge la Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, le quattro
Prefetture abruzzesi – L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo – la Struttura di missione sisma 2009 della
Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila (USRA) e l’Ufficio
Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC), è stato sottoscritto dal Prefetto Paolo Canaparo, Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, dal Prefetto dell’Aquila Vito Cusumano, dal Prefetto di Pescara Luigi Carnevale, dal Prefetto di Chieti Silvana D’Agostino, dal Prefetto di Teramo Beatrice Agata Mariano, dal Coordinatore della Struttura di missione sisma 2009, Consigliere Mario Fiorentino, e dai Titolari dell’USRA Salvatore Provenzano e dell’USRC Raffaello Fico. Alla firma dell’intesa hanno preso parte il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e il Presidente Anci Abruzzo e Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.
«La legalità è una condizione essenziale perché la ricostruzione possa concretizzarsi non soltanto in termini di opere realizzate, ma anche di sviluppo, lavoro e crescita del territorio – dichiara il Coordinatore della Struttura di missione, Consigliere Mario Fiorentino – La ricostruzione avviata dopo il sisma del 2009 ha una dimensione economica e sociale straordinaria e per questo richiede, ancor più in questa fase determinante, una capacità di governo proporzionata alla sua complessità. Con questo Protocollo portiamo a un livello più avanzato il lavoro di raccordo tra le Istituzioni, in cui spicca la collaborazione alle Prefetture dell’intero territorio regionale interessato dalla ricostruzione e mettendo a sistema competenze, informazioni e strumenti di controllo. In questo percorso, la Banca Dati della Ricostruzione rappresenterà un’infrastruttura strategica per conoscere in modo sempre più tempestivo e integrato ciò che accade lungo la filiera e nei cantieri.
“Ringrazio ancora una volta tutte le istituzioni, il Prefetto Paolo Canaparo, Direttore della Struttura per la
prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno, i Prefetti dell’Aquila, di Pescara, di Chieti e di Teramo, e gli Uffici speciali per il lavoro che ha portato alla firma di questo Protocollo, un passo che consolidiamo oggi e che dovrà accompagnarci lungo tutta la fase che resta del percorso – conclude Fiorentino – La possibilità di lavorare su informazioni condivise, rafforzare la capacità di analizzare dati e coordinare gli strumenti di prevenzione significa poter individuare prima le situazioni di rischio e intervenire con maggiore tempestività, tutelando la qualità della ricostruzione e facendo sì che le risorse investite producano sviluppo e lavoro nel pieno rispetto delle regole».
«Il Protocollo segna un ulteriore e concreto rafforzamento del sistema di prevenzione antimafia a tutela della ricostruzione – dichiara il Prefetto Canaparo, Direttore della Struttura per la prevenzione antimafia –.L’integrazione delle piattaforme informatiche, la piena circolarità delle informazioni e il coordinamento degli accessi nei cantieri consentiranno di rendere ancora più tempestiva e mirata l’azione di analisi e controllo, orientandola verso le situazioni che presentano maggiori profili di rischio. Si tratta di un risultato particolarmente significativo soprattutto per una ricostruzione caratterizzata da una pluralità di operatori e da una diffusa presenza di cantieri sull’intero territorio interessato dal sisma. Mettere a sistema dati, competenze e strumenti significa accrescere la capacità di prevenire i tentativi di infiltrazione mafiosa e di intercettare anche le forme meno immediatamente riconoscibili di condizionamento e ingerenza nella gestione dei lavori. Il valore dell’intesa risiede proprio nel consolidamento di un modello unitario e coordinato di vigilanza, capace di accompagnare l’intero processo di ricostruzione e di assicurare che ogni intervento si svolga nel pieno rispetto della legalità, della sicurezza e della qualità del lavoro».
Uno degli strumenti centrali previsti dal Protocollo è la Banca Dati della Ricostruzione (BDR) che integrerà progressivamente le piattaforme già in uso negli Uffici Speciali in un’unica infrastruttura di riferimento per la raccolta e la condivisione dei dati su operatori economici, cantieri, attività affidate e flussi di manodopera, anche in subappalto. Alle informazioni potranno accedere, secondo le rispettive competenze, la Struttura per la prevenzione antimafia, i Gruppi Interforze Antimafia istituiti presso le Prefetture dell’Aquila, di Pescara, di Chieti e di Teramo, la Direzione Investigativa Antimafia e il Gruppo Interforze Centrale, oltre agli organismi di vigilanza su valutazione della Struttura per la prevenzione antimafia.
Sul fronte dei controlli, i Gruppi Interforze Antimafia delle Prefetture definiranno la programmazione degli
accessi sulla base di criteri di priorità stabiliti d’intesa con la Struttura per la prevenzione antimafia, che
segnalerà le situazioni di rischio e le eventuali anomalie meritevoli di approfondimento.
Presso le Prefetture dell’Aquila, di Pescara, di Chieti e di Teramo saranno istituiti i Tavoli per la sicurezza, la regolarità e la qualità del lavoro, presieduti dai coordinatori dei rispettivi Gruppi Interforze Antimafia e
composti, oltre che dalle amministrazioni firmatarie, dalle articolazioni territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del Comando dei Carabinieri per la Tutela del lavoro, nonché dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori edili più rappresentative.
A garantire l’attuazione coordinata di tutte le misure sarà istituita una Cabina di regia, coordinata dalla Struttura per la prevenzione antimafia e composta dai rappresentanti delle Prefetture, della Struttura di missione e degli Uffici Speciali per la Ricostruzione. La Cabina monitorerà il raggiungimento degli obiettivi, esaminerà le eventuali criticità emerse, promuoverà orientamenti operativi e buone prassi e definirà indirizzi, priorità e cronoprogramma per l’implementazione della Banca Dati della Ricostruzione.
Il Protocollo resterà in vigore per l’intera durata degli interventi di ricostruzione e potrà essere aggiornato in relazione all’evoluzione del quadro normativo o alle esigenze operative che emergeranno nel corso della sua applicazione.



