L’Aquila. Il Fuoco del Morrone è arrivato nel cuore dell’Aquila e ha acceso il Tripode davanti a Palazzo Margherita, dando ufficialmente il via alla 732ª Perdonanza Celestiniana. Un rito antico e profondamente simbolico che, anche quest’anno, ha unito spiritualità, memoria e attualità, richiamando con forza i valori del perdono, della pace e della mediazione in un momento storico segnato da guerre e tensioni internazionali.
A ricevere la fiaccola e ad accendere il Tripode è stato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. La cerimonia si è svolta per il secondo anno consecutivo in Piazza Palazzo, sede della Municipalità, prima della successiva accensione a Collemaggio. Il primo cittadino ha richiamato il significato dell’indulgenza concessa da Celestino V e il valore della pace, sottolineando il dovere delle istituzioni di lavorare concretamente sul terreno della mediazione.
L’ultimo tratto del viaggio del Fuoco, iniziato una settimana prima, è stato percorso da Mario Centi, presente lungo il cammino fin dalla prima edizione del 1980, insieme a Riccardo Marcolli, in un ideale passaggio generazionale culminato nella consegna della fiaccola al sindaco. Ad accompagnare l’attesa in Piazza Palazzo sono stati gli Sbandieratori Città dell’Aquila.
Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, l’arcivescovo Antonio D’Angelo, il presidente dell’Associazione Comitato Festa Perdonanza Celestiniana Unesco Ich Floro Panti e, in rappresentanza del Governo, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
Biondi ha aperto il proprio intervento con un ricordo delle vittime dei terremoti e in particolare di quelle di Amatrice, per poi soffermarsi sui conflitti contemporanei. Centrale il richiamo alla figura di Celestino V e alla necessità di far vivere, anche nell’azione amministrativa e politica, il principio della mediazione quale strumento per costruire la pace.
Sul valore spirituale della Perdonanza è intervenuto anche l’arcivescovo Antonio D’Angelo, che ha indicato nel perdono una luce capace di aprire nuovi percorsi di speranza. Un messaggio che assume un significato ancora più forte nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, con la Perdonanza indicata come una delle espressioni più profonde dell’identità culturale e spirituale della città.
La giornata inaugurale è stata anche l’occasione per tracciare un quadro positivo sul fronte turistico. Il ministro Gianmarco Mazzi ha reso noto che nel primo semestre del 2026 gli arrivi all’Aquila sono aumentati del 12 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le presenze hanno fatto segnare una crescita del 13,5 per cento. Dati che, secondo il ministro, confermano un andamento favorevole non soltanto per il capoluogo ma più in generale per l’intero Abruzzo.
L’apertura della 732ª Perdonanza Celestiniana è stata quindi caratterizzata da un forte intreccio tra storia, fede, cultura e promozione del territorio, con il Fuoco del Morrone tornato ancora una volta a rappresentare il filo ideale che lega il messaggio di Celestino V alle grandi questioni del presente. La serata inaugurale è stata inoltre accompagnata dallo spettacolo “La forza del Perdono”, trasmesso in diretta su Rai 1 con la direzione artistica di Leonardo De Amicis.



