Guardiagrele. Il gruppo consiliare Grande Guardiagrele -Piergiorgio Della Pelle, Massimo Mattioli, Beatrice Rosica e Liliana Rullo- contesta l’andamento della procedura per l’affidamento della piscina di via Colle Granaro, chiusa dal 2022: “due proroghe in meno di due mesi e la modifica di un requisito di partecipazione hanno spostato la scadenza dal 3 agosto al 2 ottobre”.
“La prima proroga, disposta il 9 luglio, è la conseguenza di una carenza documentale imputabile al Comune. L’Amministrazione aveva chiesto alle associazioni un progetto di fattibilità completo senza aver prima messo a disposizione i documenti indispensabili per elaborarlo: planimetrie, rilievi, agibilità, vincoli urbanistici e documentazione strutturale, pubblicati solo dopo l’apertura del bando” spiega il gruppo consiliare di opposizione Grande Guardiagrele.
“Con la seconda proroga, del 4 agosto, l’Amministrazione ha accolto la richiesta di un singolo operatore economico e ha riscritto il requisito di capacità economica: alla garanzia bancaria proporzionata all’investimento proposto si affianca ora la dimostrazione di 500.000 euro di fatturato.- proseguono- È esattamente il rilievo che il nostro gruppo aveva sollevato fin dall’inizio, quando aveva segnalato che nessuna associazione sportiva dilettantistica del territorio era in condizione di farsi rilasciare da una banca una garanzia proporzionata a lavori di quella entità”.
Sotto le correzioni in corsa, per l’opposizione, resta il difetto di origine: “Il bando è stato approvato dalla vecchia giunta in campagna elettorale, senza il coinvolgimento dei nuovi assessori allo Sport e al Sociale, Alessandro Orlando e Marina Colasante. Fino al voto del 22 maggio il bando veniva presentato come già pronto e la riapertura della piscina come imminente”.
Non convincono nemmeno le giustificazioni del Sindaco sulla scelta di riservare il bando alle sole associazioni e società sportive senza fini di lucro: “Secondo il primo cittadino, il canone annuo di 6.000 euro avrebbe scoraggiato le società dal farsi avanti, e per questo si è optato per l’affidamento gratuito. Ma l’avviso stima il valore dell’affidamento tra 980mila e 2 milioni e 940mila euro e mette a carico del gestore l’intera ristrutturazione, senza un euro di contributo comunale. Chi affronta un impegno di quella portata non rinuncia per 6.000 euro l’anno: il vero ostacolo non era il canone.
Per una concessione di tale valore serviva una gara aperta a tutti gli operatori, con più concorrenza e un’entrata per le casse comunali. Resta il nodo di fondo, ricordato dallo stesso bando: nel 2019, ultimo anno di gestione, la piscina ha prodotto 195.856 euro di ricavi contro 236.752 euro di costi. Il Comune chiede a un’associazione senza scopo di lucro di gestire per almeno cinque anni un impianto che nel 2019 perdeva 41.000 euro”.
Grande Guardiagrele annuncia che continuerà a vigilare su ogni fase della procedura, a partire dalle modifiche introdotte senza che il consiglio comunale ne sia stato informato, perché il progetto finale garantisca tariffe e spazi adeguati a scuole, disabili e famiglie.



