“In Abruzzo la superficie boschiva sale al 44% del territorio”, prosegue il presidente Uncem Abruzzo, “oggi le foreste si espandono a causa del clima più caldo e per il forte disinteresse verso il bosco da parte delle amministrazioni. La popolazione montana tende a diminuire sempre più. Le normative e la sovrapposizione burocratica impediscono troppo spesso la creazione di difese preventive e l’apertura di strade forestali”.
Proprio per questo Berardinetti ha chiesto “di far ripartire con un piano straordinario la gestione attiva e preventiva del bosco. Proponiamo la creazione di un tavolo permanente con una cabina di regia, seguendo il modello collaudato della ricostruzione del terremoto. La rete fra gli enti rappresenta la chiave di volta. La Regione deve agire da capofila e coinvolgere tutte le realtà territoriali, compresa l’Uncem.
Inoltre vanno individuati immediatamente gli interventi post-incendio e le aree da rimboschire. Sappiamo che il bosco non torna da solo, come dimostrano proprio i precedenti incendi sul Morrone nel 2017 e nel 2020. La vera lotta agli incendi si fa a fiamme spente attraverso la selvicoltura. La gestione attiva garantisce più biodiversità, favorisce una maggiore accessibilità per la prevenzione e riduce drasticamente i costi di spegnimento”.



