Tagliacozzo. Continuano, con grande riscontro di critica e pubblico, gli appuntamenti della XLII edizione del Festival di Mezza Estate, con una serata particolare dedicata a Whitney Houston. Una magia
reiterata, ancora una volta, sino al 29 agosto, grazie all’eterogeneo cartellone che apre anche al
balletto e al teatro, ed eventi extra quali la mostra Contemporanea 2026 a Palazzo Ducale e la sezione libri, (curata personalmente dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio), firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi.
Il Festival di Mezza Estate diventa così un format vincente, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci.
La quattordicesima giornata del Festival inizierà come d’abitudine alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale con la presentazione del volume di Emiliano Antenucci, “Il genio di Francesco: la minorità” in libreria per le edizioni Tau, il cui autore sarà in dialogo con Pietro Guida. Il segreto più profondo di san Francesco non è anzitutto la fraternità, ma la minorità. È l’umiltà, vissuta davanti a Dio e agli uomini, a rendere possibile una vera fraternità. Francesco si fa “frate minore” tra Dio e la gente, ed
è proprio questa scelta a renderlo fratello universale, capace di parlare ancora oggi al cuore di tutti,
credenti e non credenti. Il saio, colore della terra e dell’humus, diventa così il segno di un’umiltà
che apre le porte del cuore di Dio e degli uomini. Solo rivestendoci di questa veste interiore
possiamo abitare il mondo come credenti autentici e testimoni credibili del Vangelo.
Nel Chiostro di San Francesco, alle ore 21,15 il Festival proporrà un tributo alla voce e alla figura di
Whitney Houston, alla sua influenza sulla musica popular, affidato a Roberto Molinelli, che sarà
direttore della formazione dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e arrangiatore d’eccezione
dell’intero programma. Il progetto concertistico Indimenticabile Whitney, che avrà quale voce
solista Belinda Davids una voce che nasce col canto gospel ma che si apre ad ogni genere, cantante
di grande carisma e potenza vocale, capace di restituire l’intensità e l’eleganza della Houston. Le
sue riletture rispettose e raffinate esaltano la forza melodica e l’impatto emotivo dei brani si
configurano come un tributo storiografico ed esegetico alla figura di Whitney Houston, indiscussa
icona del panorama pop e soul contemporaneo. L’itinerario propone una discesa analitica e
rievocativa attraverso il repertorio più rappresentativo dell’artista, i cui successi hanno scalato le
classifiche internazionali segnando un punto di svolta nella ricezione della popular music.
L’architettura del programma poggia sulle rielaborazioni orchestrali curate dal M° Roberto
Molinelli; tali arrangiamenti, condotti secondo un approccio tradizionale, ma innovativo, mirano a
valorizzare le complesse strutture armoniche e la carica espressiva delle partiture originali senza
alterarne l’identità stilistica. Il percorso antologico abbraccia l’intera parabola artistica della
cantautrice, evidenziandone tanto l’eclettismo esecutivo quanto la matrice black-soul, spaziando dal
sinfonismo delle power ballad storiche (tra cui I Will Always Love You e One Moment in Time) ai
ritmi strutturati dei brani ad alto impatto ritmico quali I Wanna Dance with Somebody e So Emotional.
La scaletta dell’omaggio a Whitney Houston
La scaletta integra inoltre una parentesi di rilevante interesse: l’inserimento di Hero,
brano iconico del 1993 firmato da Mariah Carey e Walter Afanasieff per l’album Music Box,
paradigmatico della produzione pop-gospel degli anni Novanta focalizzata sul tema dell’auto-
determinazione emotiva. Il prosieguo dell’indagine stilistica tocca la corrente pop-soul con I Look
to You, brano composto da R. Kelly nel 1996 ma pubblicato solo nel 2009 come title track
dell’opera discografica testamentaria della Houston. Di analogo spessore drammatico risulta When
You Believe, brano d’spirazione pop-R&B concepito da Stephen Schwartz per il film d’animazione
DreamWorks Il principe d0Egitto (1998) e reinterpretato in forma duettistica.
Dalla produzione cinematografica cult The Bodyguard (1992) viene attinta la traccia Run to You, opera del sodalizio autoriale Friedman-Rich. La ricognizione storica si addentra successivamente nella cosiddetta “età d’oro” della cantante: risale al secondo lavoro in studio (Whitney, 1987) la ballata romantica Didn’t We Almost Have It All (Masser-Jennings), mentre il successivo album I'm Your Baby Tonight (1990) offre l’omonima traccia d’apertura, caratterizzata dalle sonorità dance-pop e R&B tipiche della produzione di L.A. Reid e Babyface. Sempre dal catalogo del 1987 proviene Where Do
Broken Hearts Go (Wildhorn-Jackson), raffinata sintesi pop-soul incentrata sul tema del rammarico e della speranza nostalgica.
L’esordio eponimo del 1985 è invece rappresentato da How Will I Know (Merrill-Rubicam-Walden), brano dal brillante impianto sintetico che esplora le incertezze dell’affettività giovanile. La dimensione omagiale si estende poi alle riletture di repertori altrui: Greatest Love of All (1986), già inciso da George Benson nel 1977 su musiche di Michael Masser e testo di Linda Creed, si erge ad manifesto etico del concerto, condensato nell’assioma gnomico “Learning to love yourself is the greatest love of all”;.
La componente celebrativa e istituzionale trova spazio in One Moment in Time (Hammond-Bettis-
Walden), inno solenne commissionato per i Giochi Olimpici di Seul 1988, mentre le sonorità della
produzione contemporanea riaffiorano in Million Dollar Bill (2009), pezzo a firma di Alicia Keys e
Swizz Beatz basato sull’entropia rigenerativa del sentimento amoroso.
Il catalogo di The Bodyguard si arricchisce della presenza di I Have Nothing (Foster-Thompson), paradigmatica power ballad di marcata tensione melodrammatica. Di rilievo storico è pure Saving All My Love for You (Goffin- Masser), brano originariamente inciso da Marilyn McCoo nel 1978 e sublimato dalla Houston mediante un arrangiamento condito da un celebre solo di sassofono ad opera di Tom Scott. La fase conclusiva del concerto virerà verso il punto culminante, con So Emotional (1987, Kelly-Steinberg)
incarna l’estetica pop-rock viscerale della fine degli anni Ottanta, affiancata da I Wanna Dance with
Somebody (Merrill-Rubicam), brano simbolo della ricerca di una connessione affettiva universale.
L’epilogo è affidato a I Will Always Love You: la composizione country originale di Dolly Parton
(1974) viene così trasfigurata nel 1992 da Whitney Houston in un capolavoro di virtuosismo vocale
e un monumento imperituro della storiografia musicale moderna.



