AbruzzoLive
No Result
View All Result
INVIA ARTICOLO
AbruzzoLive
No Result
View All Result
AbruzzoLive
No Result
View All Result

Annamaria D’Eliseo: il marito condannato per l’omicidio ricorre in Cassazione

Luca Marrone di Luca Marrone
30 Luglio 2026
A A
134
condivisioni
1k
letture
FacebookWhatsapp

Lanciano. Ricorre in Cassazione Aldo Rodolfo Di Nunzio, l’ex vigile del fuoco di 73 anni condannato all’ergastolo perché riconosciuto colpevole dell’omicidio della moglie, Annamaria D’Eliseo, avvenuto a Lanciano, in provincia di Chieti, il 15 luglio 2022.

La donna, sessantenne collaboratrice scolastica, era stata trovata impiccata nella casa di famiglia. Secondo la Procura titolare dell’indagine, Aldo Di Nunzio l’avrebbe strangolata, simulando un suicidio.

No Content Available

A quanto emerso dall’esame autoptico, il decesso sarebbe risultato incompatibile con un’impiccagione, peraltro posta in essere con fili elettrici ritenuti inidonei a sostenere il peso della donna.

A carico dell’uomo, secondo l’accusa, anche il fatto che, al momento del decesso, questi sarebbe stato solo in casa con la moglie.

I legali di Di Nunzio, tratto in arresto nel gennaio 2024, avevano evidenziato tra l’altro che la D’Eliseo era in cura per una forma di depressione, che avrebbe reso verosimile un gesto estremo.

In ogni caso, nel giugno 2025, la Corte d’Assise di Lanciano aveva ritenuto il marito della sessantenne responsabile di omicidio volontario, condannandolo all’ergastolo, pena confermata a marzo 2026 dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila.

Ora Aldo Rodolfo Di Nunzio ha impugnato in Cassazione la sentenza di appello. Ad assisterlo, l’avvocato Daniele Ingarrica, penalista del Foro di Roma, che abbiamo intervistato in esclusiva per AbruzzoLive.

Avvocato Ingarrica, partiamo dal dato temporale e processuale: lei subentra in un momento delicatissimo, all’indomani di una conferma di ergastolo in Appello. Cosa l’ha spinta ad accettare una difesa così complessa a processo quasi “blindato”?

“Ogni cittadino ha diritto a una difesa tecnica che verifichi il rispetto rigoroso delle garanzie costituzionali e procedurali, a prescindere dall’esito dei precedenti gradi di giudizio. Quando si esamina una sentenza e si riscontrano criticità nell’impianto motivazionale, il dovere del difensore è fare in modo che la Suprema Corte possa vagliare se il percorso che ha condotto a una condanna sia stato scevro da errori di diritto o da fratture logiche. È una questione di legalità e di rispetto dei principi fondamentali del nostro ordinamento.”

Entrando nel merito del ricorso: la Cassazione non è un terzo grado di giudizio sui fatti, ma un vaglio di legittimità. Su quali vizi di motivazione o violazioni di legge ha fondato i suoi motivi principali?

“Siamo perfettamente consapevoli dei limiti del giudizio di legittimità. Proprio per questo non chiediamo alla Cassazione una rivalutazione delle prove o una rilettura del merito. Il nostro ricorso si concentra strettamente sulle ritenute manifeste illogicità, contraddittorietà e lacune motivazionali nei passaggi in cui, la Corte d’Appello, ha cercato di superare i contrasti emersi negli accertamenti di merito.”

Nel primo grado e nel secondo grado i giudici hanno ritenuto il quadro indiziario solido e concordante. Qual è, a suo avviso, il “baco” logico o la svista giurisprudenziale più grave commessa dai giudici d’Appello?

“Senza entrare nel dettaglio delle singole censure, riteniamo che le decisioni di merito abbiano dato per assodati passaggi che, sul piano del rigore logico e scientifico, presentano invece evidenti elementi di incertezza. Quando un quadro indiziario viene ricomposto sommando elementi tra loro eterogenei o sanando discrepanze scientifiche con argomentazioni non supportate dagli atti, si rischia di minare il principio stesso della motivazione.”

Come ha trovato Di Nunzio dal punto di vista psicologico al momento del conferimento dell’incarico? Mantiene una linea di totale estraneità ai fatti?

“Il signor Di Nunzio sta affrontando una condizione di privazione della libertà estremamente gravosa, amplificata da una condanna all’ergastolo. Ha sempre proclamato la propria totale estraneità rispetto a quanto accaduto e confida nel fatto che il giudizio di legittimità possa restituire obiettività al percorso processuale che lo riguarda.”

In estrema sintesi: se dovesse riassumere in una sola frase il cuore della sua battaglia in Cassazione, qual è il principio di diritto che Di Nunzio sta chiedendo di far valere?

“Chiediamo soltanto che l’affermazione della penale responsabilità risponda al canone costituzionale dell’“oltre ogni ragionevole dubbio” e che una condanna alla massima pena non si regga su motivazioni apparenti, illogiche o contraddittorie.”

Femminicidio di Annamaria D’Eliseo, il marito condannato all’ergastolo

Tags: Aldo Rodolfo Di NunzioAnnamaria D’Eliseo
Share54Send
  • Credits
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • topscelte.it

© 2025 Live Communication

No Result
View All Result
  • AbruzzoLive, news e diretta Live dall Abruzzo
  • Acquistare Viagra Generico senza ricetta in farmacia online
  • Autori
    • Franco Santini
  • Contatti
  • Cookie Policy (UE)
  • Credits
  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
  • Footer Articolo
  • Guida vini 2020
  • Guida vini 2020-tp
  • Home Page
  • Lavora con noi, offerte di lavoro
  • Listino Elettorale 2024
  • Notizie del giorno
  • Podcast
  • Privacy Policy
  • Pubblicità
  • Territorio

© 2025 Live Communication