Pescara. Una notte di dolore che si è trasformata, nel giro di poche ore, in un acceso dibattito che sta dividendo l’intera città. Nella notte di domenica 27 luglio, sotto la struttura del Ponte del Mare a Pescara, è stato rinvenuto il corpo privo di vita di una ragazza di soli 17 anni. Sull’episodio sono in corso le indagini delle forze dell’ordine per ricostruire con esattezza le dinamiche della tragedia e le ultime ore della giovane, il cui drammatico epilogo ha sconvolto quanti si trovavano nella zona del porto canale.
La notizia si è diffusa rapidamente in città proprio mentre stavano per volgere al termine i tradizionali festeggiamenti in onore di Sant’Andrea, uno degli appuntamenti più sentiti della tradizione marinara pescarese. E proprio attorno al programma della festa si è accesa una forte polemica.
Nonostante la tragedia consumatasi a pochissima distanza dai luoghi dei festeggiamenti, le autorità e il comitato organizzatore hanno deciso di confermare lo spettacolo pirotecnico conclusivo. Alle prime ore della notte, i fuochi d’artificio sul mare si sono accesi regolarmente.
A tal proposito, il Comitato Feste di Sant’Andrea in una nota a firma di Massimo Di Francesco, spiega che sebbene la notizia della scomparsa della giovane abbia sconvolto la comunità, e nonostante le tante sollecitazioni, anche a cura dello stesso sindaco Carlo Masci, era impossibile interrompere i festeggiamenti per le complesse procedure organizzative che riguardavano, non soltanto lo spettacolo pirotecnico ma l’intero allestimento della manifestazione, che comprendeva anche le bancarelle, le attività di ristorazione, il luna park e tutte le diverse iniziative collegate ai festeggiamenti, oltre ad una riorganizzazione dei presidi di sicurezza.
Il Comitato ha voluto comunque esprimere la sua vicinanza alla famiglia della giovane diciassettenne, effettuando un minuto di silenzio prima del momento dell’estrazione del biglietto della lotteria e specificando che non si è trattato di una mancanza di rispetto ma dell’impossibilità concreta di fermare una macchina organizzativa già avviata.



