L’Aquila. Convocato dal Wwf Abruzzo, ha visto l’adesione di 12 associazioni il sit-in di stamattina all’Aquila, in piazza Regina Margherita, contro il Disegno di Legge cosiddetto “Caccia Selvaggia”, “Modifiche a legge 11 febbraio 1992, n.
157, norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, approvato in Senato il 23 giugno scorso e ora in discussione alla Camera.
L’iniziativa è nata dalla volontà di contrastare una proposta di legge che, “se approvata, rappresenterebbe un colpo mortale alla fauna italiana e farebbe fare un passo indietro di oltre 30 anni alla tutela della biodiversità nel Paese”, recita una nota del Wwf.
“Con questa riforma viene ribaltata la concezione stessa del prelievo venatorio: da attività che va rigidamente regolamentata per ridurre inevitabili impatti sugli ecosistemi naturali, a principale forma di ‘regolazione’ della biodiversità.
I cacciatori diventano ‘bioregolatori’, benché rappresentino un elemento di distruzione e disturbo per milioni di animali”.
In piazza, con il Wwf Abruzzo, c’erano Arci provincia L’Aquila e il circolo cittadino di L’Aquila “Querencia”; Cai Abruzzo; Chieti Nuova 3 Febbraio; Coordinamento Associazioni Volontari Abruzzesi Animali e Ambiente (C.a.v.a.a.); Federazione nazionale Pro Natura; Guide del Borsacchio; Italia Nostra; Italicum Guardie Ambientali – Gruppo Roseto; Lega Italiana dei Diritti dell’Animale (LIDA) – Sezione di Teramo; Rewilding Apennines; Salviamo L’Orso; Tutela Animali Invisibili.
Tra le criticità di questa “controriforma” il Wwf elenca l’aumento del numero di specie cacciabili e l’allungamento dei periodi di caccia per molte specie di uccelli, anche in fase migratoria; l’estensione della caccia alle aree demaniali forestali, aumentando il rischio di incidenti; la riduzione delle aree protette e l’agevolazione di “una pratica barbara come l’utilizzo di uccelli quali richiami vivi”; dure sanzioni per chi attua forme di protesta, anche pacifiche, durante l’attività venatoria.



