L’intervento è finalizzato a verificare la presenza e la natura di alcune strutture individuate sul fondo del fiume in seguito a una segnalazione del documentarista e regista Alessio Consorte.
La scoperta è avvenuta in maniera fortuita durante le riprese del documentario autofinanziato ed a scopo divulgativo-scientifico dal titolo “Oppidum Aterni”, dedicato alla storia dell’antica città di Pescara. Nel corso delle riprese subacquee, effettuate al centro dell’alveo del fiume, Consorte ha rilevato la presenza di strutture murarie in laterizio e di altri elementi architettonici che hanno portato ad effettuare un’immediata segnalazione alle autorità competenti.
“Aterno doveva avere una porta sul mare monumentale – dichiara Alessio Consorte –. Attualmente questa ipotesi non trova riscontro nella storiografia ufficiale di Pescara e quell’area non è considerata di interesse archeologico. Se però venisse confermato che le strutture siano attribuibili all’antica Porta a Mare, la storia di Pescara potrebbe essere riscritta. Sotto questi fregi sembrano estendersi ruderi per un’altezza di circa tre metri, il che rende la situazione particolarmente complessa”.
Consorte evidenzia inoltre come le strutture presenti sul fondale possano avere anche implicazioni in merito alle esondazioni del fiume Pescara: “Questi manufatti sembrano costituire una sorta di tappo per lo scorrimento del fiume, contribuendo ai fenomeni di esondazione in quel tratto. Mi auguro che le istituzioni operino in maniera compatta sia per verificare scientificamente il sito sia per valutare un’eventuale bonifica dell’area. I blocchi in travertino si estendono per circa cinquanta metri in lunghezza in direzione della foce”.



