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Stop alla miscelazione tra olio extravergine e vergine, Coldiretti Abruzzo: “vittoria storica per gli olivicoltori”

Redazione Abruzzolive di Redazione Abruzzolive
17 Luglio 2026
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L’Aquila. Una storica vittoria contro i trafficanti di olio e contro chi specula sulla salute dei cittadini e sul reddito degli agricoltori. Così Coldiretti commenta la circolare emanata dal Masaf che vieta la possibilità di miscelare l’olio vergine all’extravergine, recependo le richieste avanzate da Coldiretti e Unaprol e rilanciate durante le mobilitazioni delle scorse settimane. Una decisione che rappresenta un importante punto di svolta anche per l’Abruzzo, una delle regioni italiane a maggiore vocazione olivicola, con circa 42mila ettari coltivati a olivo, oltre 60mila aziende olivicole e un patrimonio di oltre 8 milioni di piante, distribuite lungo tutto il territorio regionale.

Come scritto nella circolare, secondo le nuove norme l’olio ottenuto dalla miscelazione tra extravergine e vergine non potrà avere sull’etichetta la denominazione “Olio di oliva extravergine”, così da difendere il settore da truffe e speculazioni.

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“È una battaglia che Coldiretti porta avanti da anni e che oggi trova finalmente un risultato concreto – sottolinea il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli – Chi produce vero olio extravergine di qualità non può essere penalizzato da pratiche che finiscono per confondere il consumatore e comprimere il valore del prodotto. Questa misura restituisce dignità al lavoro degli olivicoltori, tutela il reddito delle aziende agricole e garantisce maggiore trasparenza a chi acquista. Ora però bisogna completare il percorso rafforzando i controlli e introducendo strumenti scientifici innovativi per contrastare definitivamente frodi e speculazioni”

Un passo importantissimo a cui ora dovrà seguire il rafforzamento del sistema dei controlli attraverso nuove metodologie analitiche, il potenziamento della rete dei laboratori e l’allineamento delle banche dati Dogane, Icqrf e Agea per un potenziamento del Sian. Risonanza magnetica, mappa genetica e mappatura isotopica possono consentire di accertare con precisione l’origine dell’olio e devono poter essere utilizzate anche come prove in sede giudiziaria, per fermare definitivamente chi penalizza i produttori italiani pagandoli al di sotto dei costi di produzione.

La pratica della miscelazione, consentita sino ad oggi, permetteva di correggere i difetti di un olio vergine attraverso la miscelazione con una quota di extravergine, rispettando formalmente i parametri chimici previsti dalla normativa ma svuotando di significato le analisi sensoriali del Panel Test e inducendo il consumatore a ritenere extravergine un prodotto che non lo è realmente.

“La modifica contenuta nella circolare riafferma così un principio fondamentale: un olio di categoria inferiore non può ottenere una classificazione più pregiata semplicemente attraverso operazioni di miscelazione – sottolinea il direttore regionale di Coldiretti Abruzzo Marino Pilati – La misura prevede, tra l’altro, che l’olio miscelato, se già confezionato, potrà essere posto in commercio fino all’esaurimento delle scorte, mentre nel caso dello sfuso dovrà essere riclassificato come “olio di oliva vergine” entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Un passo importante per gli olivicoltori italiani in un momento difficile per il settore. “Si tratta di un traguardo atteso da tempo dal mondo olivicolo, che mette finalmente fine a una pratica commerciale ritenuta penalizzante per chi produce vero extravergine – dichiara il presidente di Abruzzo Oleum, Luciano Di Massimo – Con una campagna olivicola 2026 che si preannuncia positiva dal punto di vista produttivo e l’avvio della valorizzazione dell’olio abruzzese attraverso la nuova IGP Abruzzo, il settore guarda al futuro con maggiore fiducia. Due risultati che possono contribuire a restituire redditività alle aziende olivicole e a rafforzare la competitività delle produzioni regionali”.

 

Tags: abruzzocoldiretti abruzzo
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