Avezzano. Colpo in un negozio di Avezzano, arrestata coppia criminale in trasferta dalla Valle Peligna.
Avevano scelto Avezzano per l’ennesimo colpo, ma questa volta la fuga è durata solo pochi minuti. La coppia accusata di aver seminato il panico con una lunga scia di furti tra abitazioni, attività commerciali e scuole della Valle Peligna, è stata bloccata nel capoluogo marsicano, al termine di una rapina consumata in pieno centro.
A finire in carcere sono A.A., 51 anni, originario di Sulmona, e la compagna B.A.C., 25 anni, arrestati in flagranza di reato dai carabinieri della compagnia di Avezzano con l’accusa di rapina in concorso.
L’ultimo episodio si è consumato nel tardo pomeriggio di ieri. Nel mirino della coppia è finito un negozio gestito da cittadini cinesi. Il copione, secondo la ricostruzione degli investigatori, sembrava quello di sempre: il 51enne avrebbe svolto il ruolo di “palo”, mentre la giovane sarebbe entrata in azione all’interno dell’attività commerciale, impossessandosi di un vestito.
Ma questa volta qualcosa è andato storto. Il commerciante si è accorto di quanto stava accadendo e ha tentato di fermare la ragazza. Per riuscire a scappare, la giovane avrebbe reagito con la forza, strappando il capo dalle mani dell’esercente e tentando la fuga con la merce.
Le urla del proprietario hanno però richiamato l’attenzione dei presenti. Alcune persone sono intervenute, riuscendo a bloccare la coppia in attesa dell’arrivo dei carabinieri. I militari, dopo gli accertamenti, hanno fatto scattare l’arresto su disposizione della Procura della Repubblica di Avezzano. Per entrambi si sono aperte le porte del carcere, in attesa dell’udienza di convalida.
Quella ad Avezzano doveva essere una nuova “trasferta” criminale, ma si è trasformata nella fine della corsa per una coppia già finita sotto i riflettori degli investigatori.
Negli ultimi mesi, infatti, carabinieri e polizia avevano ricostruito una serie di episodi nella Valle Peligna. A febbraio, durante una perquisizione nel garage del 51enne, erano stati trovati circa dieci computer risultati rubati nelle scuole, oltre a 21 mila euro in contanti e numerose derrate alimentari.
Materiale che aveva acceso i riflettori su un’attività ritenuta particolarmente intensa e capillare, con colpi messi a segno in diversi contesti: dalle abitazioni agli esercizi commerciali, fino agli istituti scolastici.



