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Il festival Roseto Opera Prima compie 30 anni: quattro giorni di grande cinema alla Villa Comunale

Il programma del festival da 15 al 18 luglio

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
8 Luglio 2026
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Roseto degli Abruzzi. Il Roseto Opera Prima compie trent’anni: tre decenni spesi a credere in chi comincia, a dare spazio e voce agli esordi attraverso il prestigioso concorso dedicato alle opere prime di lungometraggio, a scommettere sul futuro del cinema italiano. Un anniversario che il festival sceglie di celebrare non con lo sguardo rivolto al passato, ma con un tema che parla al presente con particolare urgenza: il desiderio come resistenza. Non il desiderio di possedere, ma quello di sentirsi vivi: il vitalismo che si rifiuta di spegnersi mentre tutto, intorno, spinge alla rassegnazione.

La rassegna è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta in Provincia alla presenza del Sindaco Mario Nugnes, della Consigliera Provinciale e Presidente del Consiglio Comunale Gabriella Recchiuti, dell’Assessore alla Cultura Francesco Luciani, dell’Assessore al Turismo Annalisa D’Elpidio, del Presidente di Sulmonacinema APS Marco Maiorano, del Direttore Artistico Carlo Liberatore, del Presidente di Meta APS Patrizio Maria D’Artista. Sul tavolo della conferenza, in bella vista, anche la “Rosa Presentosa”, il gioiello-opera d’arte che sarà consegnato al regista vincitore della rassegna nel corso della serata conclusiva.

IL PROGRAMMA. Il cammino verso la trentesima edizione si aprirà venerdì 10 luglio alle ore 18:30, presso Destino – Churrascaria & Cocktail Bar di Roseto degli Abruzzi, con la presentazione del volume Cinema in Abruzzo – Storia e luoghi scritto, tra gli altri, da Federico Pagello (Università D’Annunzio). Insieme all’autore interverranno Giovanni Tavano (Carsa Edizioni), Marco Maiorano (Sulmonacinema APS), Guido Casale (Adriatic Film Festival), il sindaco di Roseto degli Abruzzi Mario Nugnes e l’assessore alla cultura Francesco Luciani; modera il giornalista Luca Maggitti Di Tecco. A seguire, aperitivo con il pubblico.

Domenica 12 luglio alle ore 21:15 pre-apertura del festival nella Piazza Principale di Casal Thaulero, con la proiezione di Napoli – New York di Gabriele Salvatores, nato da un soggetto ritrovato di Federico Fellini e Tullio Pinelli. Un’opera che entra in profonda risonanza con il tema di questa edizione: nell’Italia in macerie del dopoguerra, il sogno testardo di due bambini di ritrovarsi al di là dell’oceano è la forma più limpida di resistenza al buio della Storia.

Il Festival, condotto da Francesca Martinelli, si svolgerà dal 15 al 18 luglio nella suggestiva cornice della Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, con quattro giornate dense di proiezioni, incontri e ospiti. La manifestazione è organizzata e promossa dall’associazione Sulmonacinema APS, in collaborazione con Meta APS e con il contributo e la collaborazione del Comune di Roseto degli Abruzzi, che continua a sostenere con convinzione la crescita culturale e cinematografica del territorio.

Le tre opere prime selezionate saranno proiettate al pubblico a partire dalle ore 21:30 e concorreranno per il Premio Roseto Opera Prima, assegnato durante la cerimonia conclusiva di sabato 18 luglio. I titoli in concorso per il 2026 sono: Tienimi Presente di Alberto Palmiero (mercoledì 15), Avemmaria di Fortunato Cerlino (giovedì 16) e Gioia Mia di Margherita Spampinato (venerdì 17). Tre opere prime, tre lungometraggi girati al Sud, tre storie in cui protagonisti sono ancora una volta i giovani: tre modi di non arrendersi, in cui desiderare è già, di per sé, un atto di resistenza.

In Tienimi Presente, cinema sul cinema tenero e ironico, un giovane regista tornato nella provincia d’origine si riprende il proprio sogno, opponendo alla rassegnazione di un’intera generazione il gesto ostinato di chi rifiuta di spegnersi. Avemmaria, tratto dal romanzo dello stesso Cerlino Se vuoi vivere felice, racconta la periferia napoletana dei primi anni Ottanta attraverso gli occhi di Felice, un bambino la cui immaginazione diventa l’unica arma capace di ribellarsi a un destino che sembra già scritto; nel cast Mario Di Leva, Salvatore Esposito e Marianna Fontana. Gioia Mia, pluripremiato a Locarno e ai David di Donatello, segue l’estate siciliana di Nico, undici anni, cresciuto tra schermi e connessioni, e della prozia devota e scorbutica che lo accoglie in un palazzo antico senza wi-fi: nel tempo sospeso di quei pomeriggi nasce un legame che protegge l’incanto, la lentezza, la memoria.

A valutare i film sarà una giuria di professionisti composta dal montatore Luigi Caggiano, dalla critica cinematografica Martina Barone e dal compositore Fabrizio Mancinelli, chiamati a esprimere il proprio giudizio sulla qualità artistica, narrativa e registica delle opere in gara.

Numerosi gli ospiti attesi sul palco della Villa Comunale, protagonisti dell’ormai consolidato format “Scena Prima – Storie di esordi”: intervistati dal critico cinematografico Davide Stanzione, Fortunato Cerlino (16 luglio), Enzo Decaro (17 luglio) e Barbora Bobulova (18 luglio) partiranno dal racconto dei propri primi passi nel mondo dello spettacolo per ripercorrere l’intera traiettoria di un percorso artistico: scelte, incontri, svolte e maestri. Ad accompagnare le proiezioni in concorso saranno inoltre presenti in arena il regista Alberto Palmiero, lo stesso attore e regista Fortunato Cerlino e, per Gioia Mia, il protagonista Marco Fiore con i produttori Benedetta Scagnelli e Alessio Pasqua.

Novità di questa edizione è ROP Memories, il momento a cura del giornalista Luca Maggitti Di Tecco che, nelle prime tre serate del festival, ripercorrerà le edizioni più belle di questi trent’anni: un viaggio nella memoria della manifestazione, tra ospiti, film e istantanee che ne hanno segnato la storia.

La serata inaugurale di mercoledì 15 luglio sarà impreziosita dal Concerto di musica per il cinema dell’Orchestra I Musici Lotariani, formazione di quaranta elementi, mentre la serata conclusiva di sabato 18 luglio si aprirà con il live solo di Casadilego, vincitrice di X Factor 2020.

La serata di premiazione riserverà inoltre due momenti speciali: la consegna, con Mario Giunco, degli attestati di partecipazione del progetto ROP a Scuola, realizzato di concerto con l’Amministrazione Comunale negli istituti scolastici di Roseto, e il riconoscimento a Luca Valerii, figlio di Tonino Valerii, regista e fondatore di Roseto Opera Prima, per un tributo all’ideatore del festival nell’anno del suo trentennale.

Viene altresì confermato il Premio del pubblico, in collaborazione con il Sulmona International Film Festival, partner esclusivo della kermesse rosetana, attraverso la proiezione, durante la serata finale, di tre cortometraggi: A domani di Emanuele Vicorito (Italia), Retirement Plan di John Kelly (Regno Unito) e La mort di Jesús Martínez (Spagna).

La partecipazione a tutte le giornate del festival è gratuita.

“Realizzare un progetto di qualità è un’impresa complessa, ma è nella continuità che si gioca la vera partita, quella più ambiziosa. In questi anni abbiamo scelto di non accontentarci: abbiamo voluto potenziare la nostra eredità storica, proiettandola con decisione verso il futuro. Non si tratta solo di mantenere viva una tradizione, ma di evolverla attraverso investimenti concreti e una visione coraggiosa. La nostra scelta è stata quella di puntare su contenuti innovativi, come dimostra l’introduzione della rassegna ‘Replay’, e di espandere i confini del festival valorizzando il nostro territorio con la proiezione di un film fuori concorso nelle nostre frazioni. Continuiamo a lavorare per rendere il nostro festival non solo un appuntamento irrinunciabile, ma un motore di crescita sociale e culturale per tutta la città”, ha dichiarato il Sindaco Mario Nugnes.

“Celebrare i trent’anni di questo festival è per noi un traguardo emozionante, che ci spinge a guardare indietro con orgoglio e avanti con rinnovata determinazione. Un ringraziamento va alla Provincia, che quest’anno ha scelto di legare il proprio nome a questa rassegna: un gesto non solo simbolico, ma concreto, che riconosce il valore di un percorso capace di offrire alla comunità un’offerta culturale di alto profilo. Investire in cultura non è mai semplice, né scontato, soprattutto in tempi complessi come quelli odierni; è una sfida coraggiosa che richiede visione e consapevolezza. Da parte nostra, confermiamo il massimo impegno per continuare a nutrire questo evento, convinti che la crescita di un territorio passi inevitabilmente attraverso la qualità della proposta culturale che è in grado di offrire”, ha sottolineato la Consigliera Provinciale e Presidente del Consiglio Comunale di Roseto Gabriella Recchiuti.

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“Il programma che presentiamo quest’anno è un tributo convinto alla storia e all’altissima qualità che hanno reso grande questo festival nel corso di tre decenni. Non è stato semplice costruire un cartellone all’altezza di un traguardo così significativo, ma grazie a un impegno meticoloso siamo riusciti a portare a Roseto ospiti di prestigio internazionale, veri e propri protagonisti che impreziosiranno le serate della manifestazione. Abbiamo voluto affiancare ai momenti di riflessione culturale un ventaglio ricco di appuntamenti e occasioni di intrattenimento pensati per tutti. Celebrare trent’anni significa, prima di tutto, regalare al nostro pubblico un’edizione indimenticabile: un omaggio corale che mette al centro l’arte, la condivisione e l’orgoglio per un traguardo che è patrimonio di tutta la nostra comunità”, ha affermato l’Assessore Francesco Luciani.

“È un vero onore poter annoverare il Roseto Opera Prima nel nostro calendario estivo. Si tratta, senza dubbio, di un evento di punta che in molti attendono con grande trepidazione, capace di trasformare la suggestiva cornice della nostra Villa Comunale in un luogo magico di pura emozione e di profonda riflessione, valorizzando al meglio il nostro territorio e accogliendo con calore un pubblico sempre più ampio”, ha aggiunto l’Assessore al Turismo Annalisa D’Elpidio.

“In un’epoca che ci vorrebbe iper competitivi, disincantati, arresi, abbiamo scelto film capaci di infondere un rinnovato senso del desiderio e del cambiamento: opere in cui desiderare non è un capriccio o una fuga, ma un gesto ostinato di sopravvivenza. Il desiderio, espresso attraverso lo sguardo dei giovani, si declina qui in due direzioni complementari: come insurrezione contro un destino già scritto e come custodia di ciò che rischia di andare perduto. Insorgere e custodire: due volti di uno stesso impulso vitale, lo stesso che muove questo festival fin dalla sua nascita, credere in chi comincia”, afferma il direttore artistico del concorso Carlo Liberatore.

“L’esordio è il momento in cui tutto è ancora possibile, per questo ci piace partire da lì. Nel racconto dei primi passi, complessi e faticosi eppure pieni di bellezza, si nasconde la chiave per leggere un’intera carriera. Da quell’inizio i nostri ospiti risalgono il filo del proprio percorso e restituiscono al pubblico non un aneddoto, ma una storia intera”, ha dichiarato Patrizio Maria D’Artista, presidente di Meta APS.

“Trenta edizioni sono un patrimonio che appartiene a tutta la comunità” dichiara il presidente Marco Maiorano. “Per noi fare un bilancio non significa voltarsi indietro con nostalgia, ma misurare la strada percorsa per scegliere con più consapevolezza la direzione da prendere. In un tempo in cui la fruizione dell’audiovisivo si fa sempre più frammentata e superficiale, i festival restano presidi culturali insostituibili: luoghi in cui si rallenta, ci si interroga, si guarda insieme, ci si confronta. Il nostro impegno è continuare a valorizzare i nuovi talenti e a favorire il dialogo tra le opere prime e il pubblico, in rete con le realtà culturali e artistiche del territorio.”

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