Teramo. Una giornata che doveva essere decisiva si trasforma in un pesante verdetto d’autunno per l’ASP 1 di Teramo.
Il rinvio a settembre, disposto dal TAR, dell’udienza per l’eventuale sblocco dei conti della tesoreria dell’ente fa precipitare nel caos la gestione delle case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto.
La notizia congela le rassicurazioni fornite dal Commissario straordinario Roberto Canzio su una risoluzione a inizio luglio e scatena la reazione unanime dei sindacati e delle opposizioni regionali.
Ad oggi sono oltre 250 le lavoratrici e i lavoratori – impiegati tramite le cooperative Sanitalia e Assistenza 2000 – che si trovano senza lo stipendio di maggio e senza la quattordicesima mensilità, con lo spettro di veder slittare anche la mensilità di giugno.
In una nota congiunta, Fp Cgil, Fisascat Cisl, Uil Fp, Ugl Salute e Nursind denunciano un intollerabile “scaricabarile istituzionale”. Le sigle sindacali puntano il dito contro l’assessore regionale Roberto Santangelo e il dipartimento sociale per i ritardi nell’attivazione dell’avvocatura regionale, chiamata solo nei giorni scorsi a esprimersi sulla legittimità della cartolarizzazione del credito che l’ASP 1 vanta verso la Regione, siglata con atto notarile lo scorso 18 giugno. Sotto accusa anche il Commissario Canzio e le stesse cooperative, rei di lasciare centinaia di famiglie in ginocchio pur a fronte di servizi assistenziali essenziali regolarmente garantiti agli anziani fragili. I sindacati chiedono ora che i vertici del dipartimento regionale si rechino di persona nelle strutture a metterci la faccia.
Sulla stessa linea d’onda si pone il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, che definisce il rinvio giudiziario “un colpo durissimo e drammatico”. Pepe, che ha già sollevato il caso due volte in Consiglio, attacca direttamente il presidente della Regione. “Marsilio, dopo aver portato al collasso la sanità e i trasporti, ora è passato al sistema delle case di riposo. La Giunta ha il dovere morale e politico di intervenire subito attivando le procedure per anticipare le somme dovute ai lavoratori”.
Senza risposte immediate e lo sblocco dei fondi regionali, la mobilitazione sindacale promette di inasprirsi ulteriormente nei prossimi giorni.



