Non ci sarà nessuna invasione di campo al BC Place Stadium di Vancouver per la sfida tra Colombia e Svizzera. Mario Ferri, calcisticamente e mediaticamente noto come “Il Falco”, è stato intercettato e fermato dalle autorità canadesi appena atterrato nel Paese. A dare l’annuncio è stato lo stesso Ferri attraverso un post sul proprio profilo Instagram, in cui ha documentato la fine della sua ultima tentata impresa transoceanica.
La FIFA aveva già segnalato il suo nome alle autorità nordamericane fin dallo scorso maggio, inserendolo in una vera e propria lista nera in vista della rassegna iridata. Al momento del controllo doganale in aeroporto, le forze dell’ordine hanno rinvenuto all’interno del suo bagaglio la classica maglia di Superman, questa volta recante la dedica “FREE IRAN”, insieme a un biglietto valido per la Categoria 1 VIP per il match di Vancouver.
Nonostante il blocco e il fallimento del piano, Ferri non ha nascosto il brivido dell’azione sui social, paragonandosi a un ladro che, pur venendo beccato, si gode l’adrenalina della preparazione. Si tratta del primo stop per l’invasore seriale dopo essere riuscito a eludere i controlli in ben quattro edizioni consecutive dei Mondiali.
Le autorità competenti hanno applicato nei confronti di Ferri una limitazione di viaggio della durata di due mesi, che gli impedirà l’accesso in tutti e tre i Paesi ospitanti del torneo, ovvero Canada, USA e Messico. Il dettaglio più clamoroso riguarda però il decreto di espulsione, dato che Ferri non è stato reimbarcato su un volo diretto in Italia, bensì su una tratta verso Hong Kong. Questa deviazione logistica costringerà il Falco a un pesante tour de force aereo di ventimila chilometri quasi di seguito, trasformando l’imprevisto in un vero e proprio giro del mondo.



