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Riserva Dannunziana, il M5S attacca la nuova governance: “Consiglio comunale svuotato del suo ruolo”

Marta Rosati di Marta Rosati
2 Luglio 2026
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Pescara. “Non una riforma della governance della Riserva Dannunziana, ma l’ennesima operazione di accentramento del potere. Con il voto della maggioranza di centrodestra il Consiglio Comunale viene sostanzialmente svuotato del proprio ruolo, mentre la Giunta si riserva di decidere successivamente gli aspetti fondamentali della gestione di uno dei patrimoni naturalistici più importanti d’Abruzzo”. È questo il durissimo giudizio dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola ed Erika Alessandrini, dopo l’approvazione della delibera sulla nuova governance della Riserva Naturale Pineta Dannunziana.

“Per giorni abbiamo chiesto una sola cosa – commenta Sola – rispetto della legge, trasparenza e partecipazione. Abbiamo presentato emendamenti, una questione pregiudiziale e avanzato proposte concrete per restituire centralità al Consiglio Comunale e garantire un ruolo effettivo agli esperti e alle associazioni ambientaliste. La maggioranza ha respinto tutto, scegliendo consapevolmente di procedere senza modificare una virgola di una delibera che continua a lasciare irrisolte tutte le principali criticità. Il risultato è un impianto che svuota di significato quanto previsto dalla Legge Regionale, con un atto che rinvia alla Giunta le decisioni più importanti: sarà l’esecutivo comunale a stabilire quale struttura gestirà concretamente la Riserva e come sarà organizzata la nuova governance, sottraendo di fatto al Consiglio Comunale ogni possibilità di controllo su future nomine e criteri degli incarichi”.
“Ancora più grave – prosegue Sola – è la scelta di relegare il Comitato di Gestione e le competenze tecnico-scientifiche a un ruolo puramente consultivo. In una Riserva naturale il contributo di biologi, naturalisti, ambientalisti e associazioni dovrebbe rappresentare il cuore delle decisioni. Qui, invece, viene trasformato in un semplice parere non vincolante, mentre la gestione viene ricondotta alla macchina amministrativa comunale. È una visione profondamente sbagliata. Una Riserva naturale non è un normale ufficio del Comune. Non può essere amministrata come se si trattasse della manutenzione ordinaria del verde pubblico, peraltro affidata a un settore già quotidianamente alle prese con enormi difficoltà operative”.
La consigliera regionale Erika Alessandrini interviene sulla vicenda annunciando un’interpellanza in Consiglio Regionale: “Chiederemo alla Regione Abruzzo come possa ritenere compatibile con la Legge Regionale n. 19 del 2001 una delibera che, invece di rafforzare il ruolo di controllo del Consiglio Comunale sulla gestione della Riserva, finisce per svuotarlo, demandando alla Giunta tutte le scelte e l’individuazione dei criteri per la nomina del futuro Direttore. La Riserva Dannunziana non è un bene qualunque del Comune di Pescara: è un’area naturale protetta istituita dalla Regione e patrimonio di tutti gli abruzzesi. Proprio per questo la legge pretende trasparenza, partecipazione e un ruolo centrale del Consiglio Comunale per evitare ingerenze politiche nelle scelte e nell’affidamento degli incarichi. Noi riteniamo che questa delibera vada nella direzione opposta e sia l’ennesimo abuso dell’amministrazione Masci, al solo scopo di intestarsi un risultato di facciata e mettendo le mani sul più grande patrimonio ambientale del territorio”.
“Con questa delibera il centrodestra non ha costruito una governance migliore per la Riserva Dannunziana – concludono Paolo Sola e Erika Alessandrini – ha semplicemente concentrato il potere decisionale, escluso il confronto e messo da parte competenze ed esperienza che avrebbero dovuto rappresentare il cuore della gestione di un’area naturale protetta. Ancora una volta prevale la politica degli annunci: una nuova bandierina da piantare, da rivendicare con un comunicato e qualche fotografia, senza affrontare davvero i problemi che da anni attendono una soluzione. La Pineta Dannunziana è un bene di tutti, non può trasformarsi in un bottino per la maggioranza politica di turno”.
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