Chieti. Una tesina coraggiosa, ricca di contenuti e di valori civili, è stata protagonista oggi all’esame
orale di terza media di Cecilia D’Orazio, 14 anni, studentessa della scuola De Lollis (comprensivo 1) di Chieti.
Il titolo del suo elaborato, “Si può sconfiggere la mafia?”, ha attirato l’attenzione non solo della commissione d’esame, ma anche del commissario Andrea D’Angelo, dirigente del Reparto Volanti della Questura di Chieti, presente come uditore speciale.
Venuto a conoscenza del tema della tesina e del sogno della giovane studentessa di entrare un giorno nella Polizia di Stato, il commissario ha voluto partecipare personalmente alla prova orale, accompagnato da un collega, condividendo con i docenti e la dirigente, la dottoressa Simona Di Salvatore, un momento di grande valore educativo.
Nel corso dell’esposizione, Cecilia ha affrontato il fenomeno mafioso da molteplici punti di vista, collegandolo alle diverse discipline scolastiche. In storia ha ricordato gli eroi della lotta alla criminalità organizzata, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; in geografia ha analizzato la diffusione delle mafie nel mondo; in tecnologia ha approfondito il tema delle ecomafie; in arte ha illustrato le opere della street artist Laika, soffermandosi sul murale dedicato a Giuseppe Di Matteo; mentre in scienze ha spiegato gli effetti degli acidi. Per educazione fisica ha infine portato l’esempio del maestro di judo Gianni Maddaloni e della sua palestra di Scampia, simbolo di riscatto sociale e di contrasto alla criminalità attraverso lo sport.
Il commissario D’Angelo, che nel corso della sua carriera ha maturato importanti esperienze professionali in Sicilia e Calabria, territori storicamente impegnati nella lotta alle organizzazioni mafiose, si è detto profondamente colpito dalla preparazione e dalla sensibilità dimostrate da Cecilia. A nome dell’amministrazione ha voluto ringraziarla consegnandole un cappello della Polizia di Stato e, soprattutto, il fregio della Squadra Volante, simbolo del suo impegno nella lotta al crimine organizzato.
Un gesto carico di significato, accompagnato da un augurio particolarmente emozionante: quello di poter avere un giorno Cecilia come collega tra le fila della Polizia di Stato.
La giornata ha rappresentato un importante segnale di vicinanza delle istituzioni ai giovani e alla scuola, confermando come la cultura della legalità si costruisca anche attraverso l’impegno, lo studio e l’esempio. Perché la risposta alla domanda posta dalla tesina di Cecilia sembra essere proprio questa: la mafia si può sconfiggere, soprattutto educando le nuove generazioni ai valori della giustizia, del coraggio e della responsabilità civile.



