Civitella Alfenena. Due ragazzine scomparse nel cuore della notte, tre automobili immortalate dalle telecamere e un’indagine che, con il passare dei giorni, assume contorni sempre più inquietanti. È un caso che tiene con il fiato sospeso l’Abruzzo e l’intero Paese quello di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle minorenni sparite da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.
A fare il punto sulle indagini è stato il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, che in un’intervista al Corriere della Sera ha chiarito alcuni aspetti emersi nelle ultime ore. In particolare, quelli legati alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.
“Quella notte le telecamere hanno ripreso tre automobili in un orario compatibile con la scomparsa delle ragazze, non trecento come ho sentito dire”, ha precisato il magistrato. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo, ma che al momento non ha ancora portato a una svolta. Le immagini, infatti, sono di qualità insufficiente per identificare le targhe.
“Tra la scarsa definizione delle riprese, la riduzione dell’illuminazione pubblica e l’assenza di una forte luce naturale, non è stato possibile leggere i numeri di targa. Si distingue soltanto il modello delle vetture. Ma non si tratta certo di Ferrari o Bugatti: sono auto comuni e questo rende la ricerca molto più complessa”, ha spiegato il procuratore.
Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. D’Angelo ha sottolineato come, quando a scomparire è un minore, sia necessario prendere in considerazione ogni possibile scenario.
Dall’allontanamento volontario all’intervento di terze persone, fino alle piste più drammatiche: sfruttamento minorile, sequestro di persona, adozioni illegali o conflitti familiari. «Sono tutte possibilità che devo valutare», ha dichiarato il magistrato.
E alla domanda se le due sorelle possano essersi allontanate da sole, il procuratore non ha chiuso la porta neppure a questa eventualità: «Anche».
Intanto il tempo continua a scorrere senza risposte. Le ricerche, le verifiche sui filmati e gli accertamenti investigativi non hanno ancora consentito di ritrovare Sarah e Alisya.
Parole cariche di preoccupazione sono quelle con cui il procuratore ha concluso il suo intervento: “Tutto quello che abbiamo fatto finora non ha portato al ritrovamento. Quando succederà, mi auguro tanto di non dover fare una telefonata pietosa”.
Una frase che racchiude l’angoscia di un’intera comunità e il peso di un mistero che, notte dopo notte, continua ad alimentare interrogativi e paure. Mentre l’Abruzzo attende una risposta, resta una certezza: Sarah e Alisya sembrano essersi dissolte nel nulla, lasciando dietro di sé soltanto tre auto nel buio e una lunga scia di domande ancora senza risposta.



