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«Rigenerare per restare»: all’Aurum di Pescara il convegno Tre Monti sul “Modello Abruzzo”

La Società Tre Monti lancia il progetto di desorbimento termico per Bussi sul Tirino

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
17 Giugno 2026
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Pescara. Si è tenuto oggi all’ Aurum di Pescara il convegno promosso dalla società Tre Monti: “Modello Abruzzo: rigenerazione e comunità”.

Il convegno, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, è un appuntamento annuale di riferimento per il settore della rigenerazione ambientale che riunisce istituzioni, esperti, imprese e società civile per riflettere sul percorso di transizione ecologica del territorio a partire dai processi di risanamento del territorio. In questo contesto, la bonifica del SIN di Bussi sul Tirino rappresenta una best practice a livello nazionale, grazie alla combinazione di eccellenza tecnologica, collaborazione tra istituzioni e operatori e inclusione delle comunità locali.

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Nell’ambito del convegno, La Società Tre Monti ha annunciato il progetto che prevederà, nell’autunno 2026, ad opera della società Tre Monti, l’avvio dell’intervento di desorbimento termico finalizzato alla riduzione dei contaminanti presenti nel comparto nord dell’area Tremonti, interna al SIN di Bussi sul Tirino. Un intervento altamente innovativo e tra i primi in Italia per estensione dell’area, volume e profondità nel terreno dei materiali trattati.

“Per l’edizione di quest’anno – ha dichiarato Damiano Belli Amministratore delegato Tre Monti – abbiamo scelto di focalizzare l’attenzione su quelli che sono i fattori determinanti per il successo dei processi di rigenerazione: l’innovazione tecnologica, che abilita soluzioni sempre più efficaci e sostenibili, e il dialogo con le comunità, elemento imprescindibile per consolidare la fiducia, condividere obiettivi e generare valore condiviso nel lungo periodo. In questo percorso, il contributo del territorio è fondamentale: l’Abruzzo dimostra come collaborazione, competenze e visione possano fare sistema, affermandosi come esempio virtuoso e replicabile a livello nazionale. Solo attraverso una piena integrazione tra competenze, tecnologie e partecipazione è possibile trasformare il risanamento ambientale in una concreta leva di sviluppo e in un’opportunità per il futuro.”

 

Sul tema è intervenuto anche Piergiuseppe Biandrino – Presidente Tre Monti e Presidente Edison Regea – Executive Vice President Legal and Corporate Aairs Edison che ha presieduto la prima parte del convegno.

“Il risanamento ambientale – ha dichiarato – rappresenta molto di più di un insieme di interventi tecnici: è un processo strutturato che restituisce valore ai territori, genera nuove opportunità di sviluppo e consolida il rapporto di fiducia tra istituzioni, imprese e cittadini. L’Abruzzo sta offrendo una dimostrazione concreta di come una sfida complessa possa essere trasformata in un volano di crescita e innovazione. In questo contesto, abbiamo voluto condividere non solo i risultati conseguiti e i progetti in corso, ma anche un modello operativo fondato su cooperazione, responsabilità e visione di lungo periodo, orientato alla creazione di valore duraturo per le generazioni future.”

 

Durante il convegno, Piergiuseppe Biandrino ha voluto inoltre centrare l’attenzione sul tema rigenerazione e sostenibilità.

 

“La rigenerazione rappresenta un mezzo per “fare destinazione” rivolta alla comunità, che non è  semplicemente un insieme persone nella loro individualità ma nella loro proiezione economica e sociale e che condividono comportamenti e interessi rispetto al che la generazione deve rappresentare una opportunità  e un riscatto per noi e le imprese che hanno lasciato retaggi” Si tratta in sostanza, di orientarsi verso “il reindirizzamento di un bene diventato valore costituzionale, per cui, la comunità nel prendersi cura di ciò deve diventare una piccola patria e noi dobbiamo farne parte”

 

“L’Abruzzo rappresenta un modello nuovo, favorito dal fatto di essere una terra di risorse comunitarie ricche e differenziate: Tre parchi nazionali, un parco regionale, una marina, un economia manifatturiera, un pill generale procapite di assoluto rilievo, una cultura popolare diffusa in modo capillare testimoniata anche da  un enogastronomia e un accoglienza fatte in un modo unico.” Ha concluso Biandrino, prima di lasciare la parola agli esponenti istituzionali presenti al convegno.

 

Al convegno sono intervenuti anche il presidente della regione Abruzzo, Marco Marsilio che in collegamento ha ricordato come l’Abruzzo abbia dimostrato di saper affrontare sfide complesse con serietà e concretezza infatti “la rigenerazione non è solo bonifica o ripristino ambientale, è anche ricostruzione di fiducia, valorizzazione e ruoli, creazione di nuove prospettive per i territori. In questo senso rappresenta un esempio di come innovazione e sviluppo possano camminare insieme.”

 

Successivamente, sono seguiti gli interventi di Lorenzo Sospiri, Presidente del Consiglio Regione Abruzzo, Il dott. Petrucci a nome di Giorgio De Luca – Presidente della Provincia di Pescara, Nicola Campitelli – Consigliere regionale della Regione Abruzzo con delega a Energia, Urbanistica e Territorio, Demanio Marittimo, Tutela del Paesaggio e Rifiuti, Giuseppe Vadalà – Commissario Unico per la Bonifica delle Discariche e dei Siti Contaminati, Nazzareno Santilli – Divisione Bonifica dei Siti di Interesse Nazionale e Siti Orfani – Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE e Luigi Di Giosaffatte – Direttore Generale Confindustria Abruzzo Medio Adriatico.

 

Il focus dei loro interventi è partito proprio dall’analisi del titolo del convegno, analizzando cosa significhi realmente discutere di “modello”, “rigenerazione” e “comunità”. In particolare, Sospiri ha sottolineato il carattere industriale del territorio abruzzese che va salvaguardato creando occupazione sostenibile ed innovativa. L’intervento di Petrucci ha riportato le parole di De Luca a proposito del “modello Abruzzo”:

“Parlare oggi di modello Abruzzo significa raccontare una storia di trasformazione che nasce dalla consapevolezza della fragilità di alcune aree. Il sito di Bussi rappresenta uno dei luoghi più significativo di questa sfida. Le grandi sfide non possono essere affrontare da un singolo soggetto, servono visione condivisa capacità di fare rete, la chiave risiede proprio nella collaborazione tra pubblico e privato.” afferma.

 

A proposito della rigenerazione, Petrucci ha spiegato quanto tale aspetto riguardi non soltanto gli spazi fisici, ma la comunità, nell’ottica di creare nuove occasioni di lavoro, attrarre giovani talenti e costruire relazioni poi forti. Ed in questo l’Abruzzo si è dimostrato una regione in grado di conservare la propria identità ma aprirsi all’innovazione, costruendo un patrimonio culturale straordinario investendo nel futuro e non subendo il cambiamento. Innovazione e partecipazione diventano allora uno strumento concreto di sviluppo.

 

Nicola Campitelli affronta l’argomento rifiuti, affermando che grazie al supporto del Generale Vadalà e della regione Abruzzo si è ottenuto il grande risultato di non avere sul territorio alcuna discarica in effrazione. “Noi cerchiamo di interpretare anche il momento storico, è un momenti d transizione da tutti i punti di vista, ambientale, energetico, digitale, siamo una regione che punta alla sostenibilità, e lo facciamo affronta i temi con la massima razionalità cercando di far si che questa transizione diventi non uno stillicidio delle comunità ma una grande opportunità” dichiara.  “Il rifiuto se valorizzato può diventare risorsa ed entrare nel ciclo produttivo. Siamo una regione fortemente industrializzata, la locomotiva del centro sud, stiamo facendo equilibrio tra esigenze antropiche e tutela delle nostre bellezze naturalistiche e ambientali per aumentare qualità di vita dei cittadini” afferma ancora il consigliere.

 

Giuseppe Vadalà ricorda l’importanza del fare.  “Siamo in una regione molto ferita dalla vicenda rifiuti” e il non fermarsi ai primi interventi di bonifica e messa in sicurezza rende gli interventi messi in atto, simbolo di credibilità. Fare le bonifiche è infatti soltanto il primo passo.  “Se dobbiamo bonificare dobbiamo rigenerare”.

 

Nazzareno Santilli invece, centra il suo discorso sul significato del termine modello Abruzzo affermando che la chiave del modello sta nelle relazioni istituzionali e tra i vari stakeholder e la filiera della pubblica amministrazione. “La realtà Bussi ha una complessità tecnica e amministrativa: queste relazioni sono fini a se stesse? No. L’obiettivo è bonificare presto e bene e arrivare a rigenerazione e comunità”.  Santilli ritiene inoltre importante provare ad attivare altri percorsi SIN sul modello di Bussi, aspetto che può essere realizzato soltanto attraverso “relazioni costruite nel rispetto dei ruoli reciproci con spirito collaborativo avendo a mentre la risoluzione del problema. È giusto restituire dignità di essere cittadini di questi territori”.

Infine, Giossaffatte centra il suo discorso sull’utilizzo delle migliori tecnologie per rendere il territorio sostenibile. “Dobbiamo avere una responsabilità affinché i siti vengano riutilizzati nella forma urbana per continuare a essere competitivi sui mercati sapendo che le tecnologie devono tenere conto di modelli di business sostenibile”.  Inoltre, il direttore di Confindustria, punta sul tema delle popolazioni. “Bisogna restare” afferma, ricordando che LòAbruzzo è la prima regione che ha combattuto per la legge della restanza, al fine di vivere e fare impresa sui territori. “Restare nelle comunità più remote affinché si possa fare impresa e famiglia. Costruiamo un modello positivo per le relazioni che possa essere replicabile. Bisogna che quando si finiscono gli interventi di bonifica, si avvicinino i cittadini a fare impresa e definire policy di investimento su siti che consentono di avere qualcosa per l’imprenditore che investe in termini di infrastrutture materiale e immateriale”

 

La seconda parte della mattinata è stata dedicata ad una tavola rotonda condotta dalla giornalista Anna Migliorati. Sul tema rigenerazione del territorio il ruolo di partner e istituzioni territoriali sono intervenuti: Pierpaolo Pescara – Direttore del Dipartimento Ambiente della Regione Abruzzo, Federico Fioriti – Direttore Generale della Casa delle Tecnologie Emergenti dell’Aquila e Managing Director Innovalley Open Innovation Hub, Maurizio Dionisio – Direttore Generale Arpa Abruzzo, Rinaldo Tordera – Presidente Accademia delle Belle Arti de L’Aquila e Vicepresidente del Comitato dei Garanti L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, Raffaello Fico – Direttore Ucio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere in Abruzzo, Domenico Greco – Amministratore Unico Vectre Group e Presidente Società Chimica Bussi.

 

 

Al centro dell’ultima tavola rotonda istituzionale si è discusso del profondo cambio di paradigma che sta interessando i concetti di rigenerazione, cultura e sviluppo locale. Un percorso ambizioso che ora può contare su basi economiche solidissime: il Governo ha infatti finanziato questo importante macro-progetto con ben 5 miliardi di euro, mettendo i sindaci in prima linea come responsabili diretti della conduzione delle attività sul territorio.

Il dibattito ha preso le mosse da una riflessione sull’evoluzione stessa del termine “rigenerazione”. Se fino a qualche anno fa — come ha affermato Pierpaolo Pescara — rigenerare significava quasi esclusivamente un’azione orientata a eliminare il degrado sociale ed edilizio, oggi la sfida è molto più ampia.

L’obiettivo strategico si sposta verso una rigenerazione basata sul potenziamento e sulla valorizzazione degli aspetti di valore del territorio, creando una grande rete in grado di coinvolgere attivamente le comunità locali. A tal proposito, il  Governo ha finanziato questo importante macro-progetto con ben 5 miliardi di euro, mettendo i sindaci in prima linea come responsabili diretti della conduzione delle attività sul territorio. In particolare, secondo Fico, risulta importante consentire a tutti di vivere e riscoprire i luoghi materiali e immateriali del territorio e creare e qualificare nuovi operatori culturali che possano farsi promotori e gestori di questo riscatto territoriale.

 

 

 

 

 

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