Teramo. Rottura totale e stato di agitazione immediato per i lavoratori del Cup dell’Asl di Teramo in tutti i presidi ospedalieri: lo hanno deciso le sigle Filcams Cgil Teramo e Fisascat Cisl Abruzzo-Molise a seguito delle assemblee sindacali nel corso delle quali è emersa una “situazione insostenibile all’interno dell’appalto gestito da S.c.c. a r.l.
Società consortile Cup Abruzzo a responsabilità limitata e dal Cns Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa”. Proclamato quindi lo stato di agitazione da oggi, con blocco immediato di lavoro supplementare e straordinari.
Le sigle denunciano, si legge in una nota, “totale assenza di relazioni sindacali” e un’organizzazione “del lavoro allo sbando. L’azienda ha lasciato in totale abbandono lavoratori e referenti, costretti a sopperire in autonomia alle mancanze organizzative della dirigenza attraverso rientri e sostituzioni forzate. Turni ‘last minute’ e impossibilità di conciliazione vita-lavoro: I turni vengono comunicati il sabato per il lunedì successivo. Modalità che, oltre a violare il contratto che prevede un congruo preavviso, impedisce la pianificazione dei tempi di vita delle persone. Rispetto al passato, in cui la turnazione era mensile, i sindacati avevano chiesto una cadenza almeno quindicinale”.
E ancora, Vincenzo Quaranta di Filcams Cgil Teramo e Samuele Esposito di Fisascat Cisl Abruzzo Molise segnalano: “ogni settimana l’azienda richiede ore extra tra supplementari e straordinari per far fronte alle esigenze di servizio”, “mancata gestione delle ferie estive”. Inoltre, lamentano i sindacati come sia stata “negata la discussione per concedere lo Smart Working al personale del call center proveniente da fuori comune”, ad esempio da Treglio, in provincia di Chieti.
“Chiediamo alla Asl di Teramo, in qualità di committente, di uscire dal silenzio e svolgere un ruolo attivo di mediazione. È urgente avviare un tavolo di confronto serio con le Organizzazioni Sindacali, garantendo tutele e diritti ai lavoratori e, di conseguenza, un servizio di qualità ai cittadini della provincia”.
“La mobilitazione è aperta – conclude la nota dei sindacati -. Senza risposte immediate, la protesta è destinata a inasprirsi”.



