Un caso sul quale il giudice aveva deciso di non disporre l’applicazione della misura cautelare soprattutto in seguito alle dichiarazioni rese dalla vittima della violenza che aveva ammesso di essere stata consenziente.
“Purtroppo non siamo in Irlanda”, scrive un utente su Facebook, facendo riferimento alle violenze perpetrate in questi giorni nei confronti dei migranti a Belfast. “Andrebbero fatti i nomi dei giudici e dei giurati che rimettono in libertà questi animali”, aggiunge un altro utente. “Bisogna arrestare il giudice”, “giudice complice”, si legge ancora sui social.
Per questo l’Associazione Nazionale Magistrati abruzzese ha espresso “piena solidarietà al collega in servizio presso il Tribunale di Avezzano. “Sono state veicolate inesatte ricostruzioni in relazione a quanto accaduto nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto – scrivono i giudici abruzzesi – e alle motivazioni poste alla base della decisione di non disporre l’applicazione di misure cautelari, determinata, tra le altre cose, dalle dichiarazioni, rese in un momento successivo rispetto all’arresto, dalla persona offesa del reato di violenza sessuale oggetto del procedimento, che ha riferito di essere stata consenziente al momento del rapporto avuto con l’indagato”. La giunta esecutiva del distretto dell’Aquila “stigmatizza con forza ogni tentativo di delegittimazione della magistratura, anche quale conseguenza di rappresentazioni distorte dei fatti, che possano indurre in errore i fruitori degli articoli. Ad ogni modo, condanna fermamente l’utilizzo di ogni forma violenza verbale che travalichi i limiti del diritto di critica, ribadendo che magistrati svolgono il proprio lavoro applicando la legge nell’interesse della collettività”.



