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“L’omofobia fa male alla salute”: sentenza storica a Pescara, 113mila euro di risarcimento per danno biologico

Risarcimento per oltre 113 mila euro per un 39enne di Spoltore

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
26 Maggio 2026
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Pescara. L’antropologa e storica abruzzese Maria Concetta Nicolai, 82 anni, docente in pensione, autrice di libri e collaboratrice di riviste, è stata condannata dal Tribunale civile di Pescara a un risarcimento di oltre 113mila euro nei confronti di un 39enne di Spoltore, suo vicino di casa, preso di mira per il suo orientamento sessuale.

Il giudice Patrizia Medica ha condannato la donna anche al pagamento delle spese legali, oltre 14mila euro, e di altre spese tra cui quelle dei consulenti tecnici, per ulteriori seimila euro

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Il 39enne, dichiaratamente omosessuale, ricostruisce una nota, “per otto anni è stato bersaglio delle invettive gratuite della sua vicina di casa” che nel tempo su Facebook lo aveva definito ‘minorato (politicamente corretto gay)’ fino a sottolineare la necessità di “separarlo dal consesso civile e rinchiuderlo nel ghetto a cui lo condanna la sua diversità fisica e mentale”.

Dalle denunce per diffamazione a mezzo stampa sono scaturiti quattro procedimenti penali, due dei quali conclusi con sentenze di condanna di primo grado irrevocabili, e due ancora sub judice (una sentenza di primo grado appellata e una di condanna confermata in appello, ma ancora non passata in giudicato

La prima sentenza penale stabiliva che il danno non patrimoniale doveva essere definito in separata sede. Di qui la causa civile, con la sentenza pubblicata ieri. Il pronunciamento, arrivato dopo accertamenti psicologici e medico legali tramite Ctu, ha definito il danno biologico stimato in un’invalidità permanente del 16%, oltre a 240 giorni di invalidità temporanea. La diagnosi dei professionisti incaricati dal giudice è di “Disturbo dell’Adattamento con ansia e umore depresso misti, in forma persistente (cronica) di grado Moderato-Grave”.

Nella sentenza la giudice parla di “condotte chiaramente finalizzate a denigrare pubblicamente la persona dell’attore, con conseguente grave lesione di valori costituzionalmente tutelati come la reputazione, l’onore e la libertà sessuale”.
La sentenza, definita “storica”, viene accolta positivamente dal difensore del 39enne, l’avvocato Marina Prosperi, e dalla consulente tecnica di parte Chiara Ciurlino, criminologa e psicologa forense. “Questa sentenza – afferma il 39enne vittima delle offese – chiarisce un aspetto molto importante e, cioè, che l’omofobia fa male e può essere più dolorosa della violenza fisica”.

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