Chieti. “Chieti deve diventare più moderna, sostenibile e all’avanguardia sul piano ambientale. Negli ultimi anni, purtroppo sono stati abbandonati dall’amministrazione uscente progetti strategici già finanziati che avrebbero potuto cambiare il volto della città”, così il candidato sindaco di Lega, Azione Politica e Udc, Mario Colantonio e Vincenzo Ginefra, candidato al consiglio comunale nella lista di Azione Politica.
“Nel 2019 – ricorda Colantonio – Chieti ottenne un premio internazionale a Ecomondo, entrando a far parte dei dieci Comuni italiani con le migliori progettualità ecosostenibili insieme a città come Palermo, Parma e Grosseto. Come amministrazione comunale avevamo costruito un pacchetto di interventi legati alla smart city, alla mobilità sostenibile e alla transizione ecologica. Riuscimmo a ottenere i finanziamenti, ma molti di quei progetti non sono stati poi portati avanti. Tra gli interventi previsti: tre stazioni di car pooling, già approvate con progetto esecutivo, e il piano per cinque stazioni di bike sharing”.
“Quei progetti sono stati letteralmente accantonati – ha spiegato Colantonio – così come è stato disperso il lavoro fatto sull’elettrico. Noi riuscimmo a installare gratuitamente 35 colonnine di ricarica in tutta la città. All’epoca alcuni esponenti del centrosinistra ironizzavano sul fatto che a Chieti ci fossero pochissime auto elettriche e che quelle colonnine, quindi, non servissero. Oggi invece, con la crescita della mobilità elettrica, risultano addirittura insufficienti”.
Colantonio ha inoltre tenuto a ricordare la perdita del finanziamento da 4,9 milioni di euro destinato al completamento del filobus lungo via dei Vestini. “Quel finanziamento – ha evidenziato – è stato perso perché la gara è stata fatta in ritardo. Parliamo di un’infrastruttura strategica che avrebbe collegato rapidamente ospedale, Università e centro cittadino. Ho già accennato questa situazione al ministro Salvini e ora lavoreremo per tentare di recuperare le risorse”.
Per Ginefra, è fondamentale che Chieti abbia anche un’identità ambientale. “Si parla continuamente di cultura, ed è giustissimo, – ha detto – ma l’identità di una città non può essere soltanto culturale. Chieti deve avere anche un’identità ambientale forte perché è una città che naturalmente si presta a questo modello di sviluppo”.
Secondo Ginefra, la città ha perso in questi anni l’occasione di utilizzare i fondi disponibili per realizzare una vera smart city. “Una smart city – ha spiegato – significa controllo del territorio, gestione intelligente dei rifiuti, sicurezza, videosorveglianza e servizi più efficienti grazie all’uso dei sensori, reti e intelligenza artificiale. Con una programmazione diversa, parte delle risorse del Pnrr avrebbe potuto essere destinata a questi obiettivi importanti per i cittadini”.
Ha quindi criticato lo stato del verde pubblico e della manutenzione urbana: “Il verde non è un elemento decorativo da presepe. È uno strumento fondamentale per la sostenibilità ambientale e per la sicurezza del territorio. Le scarpate cittadine non possono essere lasciate all’abbandono perché il piccolo dissesto idrogeologico diventa poi un pericolo reale per la collettività”.
Ginefra ha rilanciato, dunque, l’idea di interventi di ingegneria naturalistica per il consolidamento delle aree più fragili. “Esistono – ha spiegato – sistemi innovativi già sperimentati in passato, basati su tecniche naturali e sostenibili, che consentono di bloccare le scarpate senza utilizzare cemento o gabbioni invasivi. Questo significa prevenzione, sicurezza e allo stesso tempo valorizzazione paesaggistica”. Tra le proposte illustrate anche navette elettriche per collegare parcheggi di scambio e quartieri cittadini, nuove piantumazioni, la creazione di micro parchi diffusi e una riqualificazione del cimitero cittadino anche all’insegna del verde.
“Per l’amore e il rispetto verso i defunti – ha evidenziato – il cimitero deve avere un verde curato e organizzato. Deve diventare il giardino per i nostri defunti. Ma più in generale Chieti deve diventare una città in cui il verde pubblico torni ad essere una risorsa e non un problema da affrontare soltanto in situazioni di emergenza, come è stato sino ad ora”.



