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Fondi europei e aree interne, Labricciosa a Bruxelles contro la centralizzazione

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
6 Maggio 2026
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Farindola. Il sindaco di Farindola, Luca Labricciosa, oggi a Bruxelles insieme ad altri amministratori locali della Lega provenienti da tutta Italia, ha partecipato alla mobilitazione contro la proposta di riforma dei fondi di coesione dell’Unione Europea.

Al centro dell’iniziativa, il rischio concreto di una forte centralizzazione delle risorse europee, con la possibile cancellazione degli attuali programmi operativi territoriali, oltre 540 strumenti fondamentali per i Comuni, che verrebbero sostituiti da soli 27 Piani nazionali, uno per ciascuno Stato membro.

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“In mattinata – spiega Labricciosa – abbiamo incontrato gli europarlamentari della Lega e, nel pomeriggio, il Commissario europeo con delega alla Coesione, Raffaele Fitto. Abbiamo affrontato il tema della revisione intermedia della Politica di Coesione 2021–2027, recentemente approvata dalla Commissione europea, che prevede la riprogrammazione di circa 34,6 miliardi di euro verso cinque nuove priorità strategiche: competitività, energia, casa, acqua e difesa. Per quanto riguarda l’Italia, la riprogrammazione coinvolge circa 7 miliardi di euro”.

“Un focus particolare è stato dedicato proprio a competitività, energia e politiche abitative. Si è discusso anche dell’importanza del contrasto allo spopolamento delle aree interne e delle isole, tema cruciale per garantire coesione sociale e uno sviluppo equilibrato dei territori”.

“Ciò che abbiamo ribadito con forza – aggiunge Labricciosa – è che, se i fondi di coesione venissero centralizzati, sarebbe un danno per i territori, per le amministrazioni locali e per i piccoli Comuni. Significherebbe allontanare le decisioni dai bisogni reali delle nostre comunità. Noi, invece, vogliamo difendere un principio semplice: le risorse devono restare vicine ai territori e ai cittadini”.

“La proposta della Commissione europea – prosegue – introduce un cambio radicale, riducendo il ruolo di Comuni e Regioni e imponendo una gestione calata dall’alto. Noi diciamo no a questa impostazione. C’è bisogno di un’Europa che valorizzi il protagonismo dei territori e il ruolo dei sindaci. Non è una battaglia politica di parte, ma una responsabilità istituzionale”.

Nel corso della manifestazione è stato presentato il “Manifesto dei Comuni per la Coesione Territoriale Europea 2028–2034”.

Tra le richieste avanzate: risorse certe, adeguate e dedicate ai territori, non inferiori alla programmazione 2021–2027; una governance multilivello reale, con Comuni e Regioni protagonisti; la difesa dell’approccio “place-based”, che valorizza le specificità locali; l’accesso diretto dei Comuni ai finanziamenti europei; la tutela delle aree più dinamiche.

“I Comuni – conclude Labricciosa – non devono essere destinatari passivi, ma protagonisti dello sviluppo e della coesione”.

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