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Lavoro femminile, allarme a Chieti: occupazione bassa e violenze ancora invisibili e taciute

Marta Rosati di Marta Rosati
30 Aprile 2026
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Chieti. In provincia di Chieti il lavoro femminile continua a presentare divari evidenti e strutturali, in linea con la situazione regionale: oggi lavora circa una donna su due, mentre tra gli uomini si arriva a quasi otto su dieci. Il tasso di occupazione femminile si attesta intorno al 50,7% e il divario supera i 20 punti percentuali.

“Molte donne restano fuori dal mercato del lavoro oppure vi entrano in condizioni più fragili, discontinue e meno tutelate. Le lavoratrici sono maggiormente esposte alla precarietà, alla discontinuità e alle difficoltà legate alla maternità. È in questo contesto che si inserisce il dato più grave, quello che non emerge: le discriminazioni e le violenze nei luoghi di lavoro. Mobbing, molestie, ricatti e pressioni psicologiche continuano a esistere, ma restano in gran parte invisibili”, sottolinea la Consigliera di Parità Monica Brandiferri.

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Brandiferri ha in seguito evidenziato che, nel corso dell’ultimo anno, all’Ufficio della Consigliera di Parità della Provincia di Chieti sono arrivate solo tre segnalazioni formali di discriminazione o violenza nei luoghi di lavoro, di cui una sola è stata portata avanti.

“Eppure- ha proseguito la Consigliera- nello stesso territorio, le donne dimostrano una forte capacità di costruire economia. In provincia di Chieti si contano quasi 12.000 imprese femminili attive, pari a circa il 28% del totale, uno dei dati più alti a livello nazionale. Una presenza significativa che, tuttavia, non si traduce automaticamente in condizioni migliori nel lavoro dipendente.

“Tre denunce in un anno non significano che il problema non esiste – conclude la Consigliera Brandiferri – ma evidenziano la distanza tra ciò che emerge e ciò che resta sommerso. Il lavoro deve essere un luogo di dignità e libertà, non di paura o di silenzio. Quando questo non accade, non è una questione privata: è un problema pubblico che riguarda l’intero territorio.”

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