Pescara. Le organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil esprimono forte preoccupazione e pieno sostegno alla mobilitazione dei marittimi e degli armatori di Pescara contro il trasferimento del mercato ittico dalla banchina nord alla banchina sud, nell’area dell’ex biglietteria Tiziano, come disposto dall’Amministrazione comunale.
“La decisione, assunta senza un adeguato confronto con le parti sociali e con gli operatori del settore, presenta evidenti criticità sotto il profilo logistico e funzionale. La struttura individuata risulta, infatti, insufficiente per dimensioni e non rispondente alle esigenze operative legate allo stoccaggio, alla movimentazione e alla commercializzazione del prodotto ittico, con il concreto rischio di compromettere la qualità del lavoro e la tenuta economica delle imprese della pesca.” dichiarano i sindacati.
Inoltre, anche a seguito dell’incontro tra il Sindaco Carlo Masci e le associazioni di categoria, nel quale si auspicava un’apertura al dialogo e una possibile revisione del provvedimento, il Sindaco ha ribadito la volontà di confermare la decisione già assunta, senza accogliere le richieste avanzate dalle parti sociali.
“Il settore ittico rappresenta un asset strategico per il territorio pescarese, non solo sotto il profilo occupazionale, ma anche per il suo valore economico, identitario e per l’intera filiera agroalimentare collegata. Interventi di riorganizzazione di tale portata devono essere improntati a criteri di sostenibilità, efficienza e condivisione, evitando scelte calate dall’alto che rischiano di penalizzare un comparto già esposto a forti criticità.” esprimono congiuntamente i sindacati.
Le scriventi organizzazioni sindacali chiedono pertanto al Sindaco di rivedere il provvedimento adottato e di attivare con urgenza un tavolo di confronto con tutte le parti interessate, al fine di individuare soluzioni realmente funzionali e condivise.
“È necessario investire nella valorizzazione del lavoro della pesca e della sua filiera, garantendo infrastrutture adeguate e condizioni dignitose per lavoratrici e lavoratori, anziché introdurre cambiamenti che ne indeboliscono la competitività e la sostenibilità” concludono.



