Castiglione Messer Marino. Nella giornata di ieri si è svolto il consiglio provinciale straordinario sullo stato di emergenza del comprensorio, a Castiglione Messer Marino. Secondo quanto emerso, il fabbisogno della Provincia di Chieti dovuto al dissesto idrogeologico conseguente al maltempo di inizio aprile ammonta a oltre 115 milioni di euro.
Il 90% dei 1.619 chilometri di rete stradale è stato interessato da eventi di dissesto. Le frane sono state 306, gli interventi di somma urgenza 33, con una spesa di 1.012.110 euro.
Il presidente della Provincia, Francesco Menna, ha ascoltato i diversi interventi dei numerosi amministratori presenti, tra cui anche il parere del presidente della Provincia di Isernia, Daniele Sala, per poi chiedere ai consiglieri di “sollecitare il governo, ognuno tramite il proprio partito di riferimento”. Ha poi individuato “nel viadotto Sente e nella statalizzazione della SP 212” i problemi principali da affrontare.
“Non ci aspettavamo – ha detto Menna – che in tre giorni piovesse la stessa quantità idrica che generalmente cade in sei mesi, e a questo punto ritengo indifferibile un grande lavoro di canalizzazione delle acque per prevenire il dissesto, senza dover aspettare ogni volta i disastri”.
Il Consiglio ha approvato all’unanimità una delibera che prevede, tra l’altro, di attestare lo stato di emergenza della Provincia di Chieti in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato l’Abruzzo a partire dal 31 marzo scorso, di prendere atto del fatto che i danni riscontrati risultano tali da non poter mai essere coperti con le sole risorse di bilancio della Provincia e, conseguentemente, di fornire indirizzo agli Uffici tecnici dell’Ente di predisporre tutta la documentazione e di avviare tutte le procedure necessarie a richiedere al Governo e alla Regione risorse adeguate agli ingenti danni riscontrati sul territorio provinciale.
Inoltre si prevede di fornire indirizzo al Settore Viabilità dell’ente di dare priorità agli interventi necessari a evitare l’isolamento di territori e comunità locali, avvalendosi – al verificarsi dei presupposti di cui all’ art. 140 del D. Lgs. n. 36/2023 – delle procedure di somma urgenza di legge, applicando altresì il medesimo criterio di priorità anche per gli interventi relativi ai danni da rischio residuo del patrimonio viario.



