VILLAMAGNA (CH) – Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC Majna 2025 di Cantina Villamagna è il miglior vino d’Abruzzo nella selezione 5StarWines 2026 e il secondo miglior rosato fermo d’Italia secondo la giuria internazionale di Vinitaly. Con 92/100, il rosato della più grande realtà produttiva della denominazione Villamagna DOC si colloca al vertice della rappresentanza regionale nella guida 5StarWines – the Book 2027, curata da Veronafiere in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e ITA – Italian Trade Agency.
A capo del progetto tecnico di Cantina Villamagna c’è Riccardo Brighigna, considerato oggi uno dei più autorevoli enologi in attività in Italia. La sua reazione a caldo non lascia spazio a trionfalismi individuali:
«Sono a capo dello staff tecnico che ha seguito questo progetto, ma il successo è merito di tutto il team: grazie al capocantina, all’enologo e ai ragazzi di cantina per il lavoro quotidiano. Un grazie speciale ai viticoltori di Villamagna, un terroir davvero baciato da Dio, e grazie per la fiducia che hanno riposto in me.»

Un cerasuolo che nasce in vigna, non in cantina
Ma dietro il punteggio c’è un metodo. E Brighigna lo spiega con la chiarezza di chi ha costruito il risultato scelta dopo scelta, a partire dal vigneto. «La selezione delle uve è un momento topico per la cantina» racconta. «Il punto di maturazione per il cerasuolo non coincide con quello dei rossi: è leggermente anticipato. Anche la scelta delle uve è diversa: cerchiamo frutti più freschi, con la buccia meno spessa e meno ricca di tannini, che hanno un profilo aromatico completamente diverso rispetto a quelli destinati ai rossi.»
Un approccio che ribalta la logica, ancora diffusa, del cerasuolo come derivato della produzione di rosso. A Villamagna il rosato ha una filiera dedicata. «I vigneti non devono aver subito stress idrico» prosegue Brighigna. «Per i rossi un lieve stress può anche essere positivo, ma per l’uva dei rosati no: deve essere un frutto fresco, integro. E poi la sanità: quando si fa il cerasuolo, nel piazzale c’è lo staff che seleziona grappolo per grappolo. Entrano solo uve perfettamente sane.»
È una dichiarazione di intenti che vale più di qualsiasi punteggio: il Cerasuolo Majna non è un vino di risulta, è un vino pensato, progettato e seguito con la stessa cura di un rosso da invecchiamento.
Soddisfazione anche da parte di Carmine Giandomenico, alla guida di Cantina Villamagna da Dicembre 2025:
«Questo riconoscimento mi rende orgoglioso, ma soprattutto mi conferma che la strada è quella giusta. Il risultato del Cerasuolo Majna non è merito di uno, è il frutto di una squadra che ogni giorno sceglie la qualità come unica direzione possibile. È così che vogliamo andare avanti.»

Un territorio a doppia vocazione
Il risultato di Cantina Villamagna illumina anche un aspetto spesso sottovalutato della denominazione. «Va sottolineata la doppia vocazione del territorio di Villamagna» evidenzia Brighigna. «Oltre a fare vini rossi strepitosi, questo terroir è capace di esprimere rosati e bianchi di altissimo livello.»
Una tesi che trova conferma immediata nei numeri di questa edizione. Dallo stesso areale produttivo arriva infatti anche Cascina del Colle, realtà biologica che porta in guida tre etichette con 90/100 ciascuna: il Villamagna DOC Vino Biologico 2021, l’Abruzzo DOC Pecorino Superiore Vino Biologico Aimè 2025 e il Montepulciano d’Abruzzo DOC Vino Biologico Mastromauro 2024. Tre vini diversi per vitigno e tipologia: un rosso, un bianco, un altro rosso tutti nati dalle stesse colline e tutti biologici.
Il quadro complessivo racconta di due cantine, quattro vini selezionati e una qualità che attraversa l’intera gamma produttiva: dal rosato al rosso strutturato, dal pecorino al biologico. Per il territorio di una denominazione che resta tra le più piccole d’Abruzzo (il Villamagna DOC è riservato al Montepulciano in purezza prodotto nel solo comune di Villamagna) è una dimostrazione di forza con pochi precedenti.
Come ha sintetizzato Brighigna, si tratta di un terroir “baciato da Dio”. Ma serviva anche chi quel terroir sapesse ascoltarlo, interpretarlo e portarlo a competere con i migliori. I numeri di questa edizione dicono che i produttori del Villamagna DOC hanno trovato entrambe le cose.
Nell’edizione 2026 l’Abruzzo ha complessivamente collocato 14 vini nella guida, con punteggi tra 90 e 92. Il premio assoluto per il miglior vino italiano è andato al Trento DOC Extra Brut Riserva Posad’Or 2017 di Tenuta Gottardi con 98/100.
Ecco le cantine abruzzesi premiate nella guida 5StarWines – the Book 2027 (edizione 2026):
Punteggio 92:
- Cerasuolo d’Abruzzo DOC Majna 2025 – Cantina Villamagna
- Montepulciano d’Abruzzo DOC Pollutro 2024 – Cantine San Nicola
Punteggio 91:
- Abruzzo DOC Pecorino Chiore 2025 – Chiore (Mack & Schuhle Italia)
- Abruzzo DOC Pecorino Hydria 2025 – Tenuta Antonini Alessio
- Terre d’Abruzzo IGT Pecorino Don Venanzio 2025 – Cantine San Nicola
- Montepulciano d’Abruzzo DOC Morandium 2024 – Olearia e Vinicola Villese
Punteggio 90:
- Abruzzo DOC Pecorino Superiore Vino Biologico Aimè 2025 – Cascina del Colle
- Abruzzo Pecorino Colline Teramane Superiore DOC Colleventano 2025 – Fattoria Giuseppe Savini
- Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva Thamathà 2021 – Famiglia di Tommaso
- Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva Tralcetto 2021 – Ciccio Zaccagnini
- Montepulciano d’Abruzzo DOC Vino Biologico Mastromauro 2024 – Cascina del Colle
- Montepulciano d’Abruzzo DOC Vino Biologico Rudhir 2021 – Jasci & Marchesani
- Terre d’Abruzzo IGT Pecorino Mila 2025 – Cantina Colle Moro
- Villamagna DOC Vino Biologico 2021 – Cascina del Colle



